ⓘ Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica

                                     

ⓘ Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica

L Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica, meglio nota come Anconitana o più semplicemente Ancona, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ancona. Milita in Eccellenza, quinto livello del campionato italiano.

Fondata nel 2017, è lerede della tradizione sportiva iniziata nel 1905 con listituzione dell Unione Sportiva Anconitana e poi passata nei decenni seguenti attraverso diversi soggetti societari da ultimo l Unione Sportiva Ancona 1905, scioltasi al termine della stagione 2016-2017.

In oltre 90 stagioni ufficiali disputate, il club marchigiano vanta quale maggior risultato sette partecipazioni al massimo campionato nazionale: due alla Serie a girone unico nelle annate 1992-1993 e 2003-2004 e cinque alla Prima Divisione nella prima metà degli anni venti. Ad esse si aggiungono venticinque partecipazioni alla seconda serie e quarantaquattro alla terza. Nel suo palmarès, a livello nazionale, vanta la conquista di una Coppa Italia Dilettanti. Ha raggiunto la finale di Coppa Italia nella stagione 1993-1994.

I colori sociali sono il bianco e il rosso. Disputa le partite interne allo stadio Del Conero.

                                     

1.1. Storia Dagli albori agli anni quaranta

LUnione Sportiva Anconitana venne fondata il 5 marzo del 1905 in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse. In quegli anni il calcio ancora non era diffusissimo e furono i marinai inglesi che approdavano al Porto di Ancona a dare il via ad una pratica più convinta di questo gioco, ma la sua diffusione in città è legata anche a un giovane, Pietro Recchi, che un giorno, trovandosi a Liverpool per lavoro, ebbe loccasione di assistere ad una partita di football se ne innamorò, da qui la divisa completamente rossa. Le prime partite di un certo rilievo furono disputate contro i marinai inglesi presenti in città e il primo incontro reso noto dalle cronache cittadine è datato 19 febbraio 1911, partita disputata tra lAnconitana e la squadra del piroscafo inglese Britannia, terminato con un pareggio.

Solo nel 1921-1922 debuttò nel campionato di massima serie, allora denominato Prima Divisione e gestito dalla CCI. La squadra, inserita nel campionato meridionale, vinse il girone marchigiano, ma venne poi eliminata nella fase finale della Lega Sud, la cui vincente poi affrontava la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto. Nella stagione successiva lAnconitana, unica iscritta nelle Marche, venne ammessa automaticamente alle semifinali Lega Sud, nelle quali arrivò seconda e sfiorando laccesso alla finale.

Nella stagione 1923-1924 i marchigiani invece arrivarono quarti e ultimi nel girone delle semifinali. Nel campionato successivo invece, gli anconitani vinsero il proprio girone, conquistando così il diritto di giocarsi laccesso alla finale scudetto contro il Bologna nella finale della Lega Sud contro lAlba Roma. I romani prevalsero nel doppio confronto, salvo poi soccombere nella disputa per il tricolore contro i bolognesi.

Nella stagione 1925-1926 lAnconitana rivinse il girone marchigiano a due squadre, contro la Maceratese, qualificandosi alla semifinale di Lega Sud dove arrivò terza. Una riforma dei campionati, la Carta di Viareggio, fece però retrocedere lAnconitana nel campionato cadetto di Prima Divisione. Nel campionato successivo lAnconitana venne inserita nel girone C di Prima Divisione, per la prima volta insieme alle squadre del Nord. I marchigiani non riuscirono ad evitare la retrocessione, salvo poi esser ripescati.

Nel 1927-1928, lU.S. Anconitana si fuse con la Stamura, dando vita alla Società Sport Ancona.

Il 12 luglio del 1932 la S.S. Ancona si fuse con la Società Sportiva Emilio Bianchi formando così l Unione Sportiva Anconitana-Bianchi, che nella stagione 1936-1937 raggiunse per la prima volta la promozione in Serie B, dopo aver vinto il campionato di Serie C. Vi rimase per quattro stagioni, sfiorando la promozione in massima serie nel torneo 1939-1940. Nel frattempo, nella stagione 1938-1939 i marchigiani conquistano la Coppa dellItalia Centrale.

Nel 1940-1941, la squadra, con lindustriale Frontalini alla presidenza e Giovanni Degni, ex Roma, in panchina, retrocesse in Serie C per poi tornare in cadetteria lanno dopo, rimanendoci fino allinizio della seconda guerra mondiale, ed assumendo successivamente la denominazione di Anconitana.

Durante il conflitto tutti i campionati furono sospesi. LAncona riprese lattività nel 1945 prendendo parte ad un campionato di assestamento, misto tra Serie A e Serie B, con la denominazione Unione Sportiva Anconitana, essendo stata sciolta la fusione con la Emilio Bianchi. Nel 1947 fu provvidenziale il ripescaggio della Triestina, militante in massima serie, che liberò conseguentemente un posto in Serie B, che lAncona riuscì a conquistare in uno spareggio fra le migliori retrocesse contro la Biellese.

Nel 1948, durante la partita contro il Pisa, il direttore di gara Vannini di Bologna negò negli ultimi minuti un rigore allAncona; fu così raggiunto dai tifosi marchigiani e ridotto in stato di coma. Per due anni il campo dei dorici venne squalificato.

                                     

1.2. Storia Dagli anni cinquanta agli anni ottanta

Dopo due anni di Serie C, lAnconitana tornò in Serie B nella stagione 1950-1951, ma lesperienza fu breve e i dorici retrocessero a fine campionato.

Al termine dellannata tra i cadetti per i biancorossi iniziarono difficoltà legate particolarmente a questioni di carattere economico–finanziario, tanto che dopo un anno di terza serie, la squadra relegò in IV Serie a causa del rifiuto dei tesserati ad affrontare le trasferte e dello scarso impegno negli allenamenti.

Per quattro anni, i biancorossi arrivarono a metà classifica senza risultati degni di nota, poi, nei primi mesi del 1956 e per tutta la stagione di IV Serie 1956-1957, arrivò sulla panchina dorica lex difensore della Juventus, Carlo Parola, che riuscì a vincere il girone E, perdendo tuttavia lo spareggio per la promozione in Serie C contro il Chinotto Neri. Tuttavia, nonostante il quarto posto conquistato nel campionato seguente, la società venne ammessa dufficio in Serie C sulla base di criteri finanziari ed infrastrutturali.

In Serie C, nella stagione 1961-1962, nonostante lottò per conquistare il primo posto nel girone, lAnconitana arrivò seconda a pari merito con il Pisa e subito dietro al Cagliari, accusò i sardi di illecito sportivo senza alcun risultato e andando solo a sfiorare con un dito il sogno della promozione in Serie B, poi, nel gennaio del 1972, dopo una lunga serie di buoni piazzamenti in Serie C negli anni, il terribile sisma che colpì la città di Ancona provocò danni incalcolabili influirono sul rendimento della squadra biancorossa guidata da Beniamino Di Giacomo e dal fedele Giorgio Arzeni, concludendo al 15º posto in classifica. Lanno dopo, nella stagione post-terremoto, per i biancorossi arrivò anche la retrocessione in Serie D dovuta anche alle difficili condizioni economiche cui versava la società.

Nel 1974, dopo un biennio nei dilettanti, grazie a Natale Faccenda in panchina e a Giorgio Grati alla presidenza, la squadra riuscì a tornare subito in Serie C.

Le successive due stagioni in Serie C, non furono entusiasmanti, poiché nella Serie C 1976-1977 le incomprensioni fra lo staff tecnico e la stampa locale, avversa alla società, i biancorossi retrocessero, per poi ritornare immediatamente nei professionisti al termine di una stagione di Serie D 1977-1978 in cui la squadra finì il torneo al 4º posto, ma per meriti sportivi venne ammessa alla Serie C2.

Nellannata 1979-1980 lAnconitana disputò il campionato di Serie C1, dopo una rapida promozione nella stagione passata, poi, nel 1981, il sodalizio cambiò denominazione passando da" Unione Sportiva Anconitana” ad" Ancona Calcio" mantenendo il colore delle maglie sempre bianco-rosso confermando limmagine di San Giorgio a cavallo sullo sfondo rosso nello stemma.

Nel frattempo, la squadra disputò tornei altalenanti, alternandosi tra Serie C1 e Serie C2 fino al 5 giugno 1988, quando, dopo 37 anni, lAncona di Giancarlo Cadè tornò in Serie B.

                                     

1.3. Storia Gli anni novanta

Nel quadriennio tra i cadetti, il 7 giugno del 1992, grazie al pareggio sul Bologna per 1-1, i biancorossi centrarono per la prima volta nella loro storia la promozione in Serie A grazie allesperienza di Camillo Florini alla presidenza e di Vincenzo Guerini alla guida della panchina dorica.

Fu nella stagione 1991-1992, sotto la gestione di Vincenzo Guerini, che la squadra marchigiana conquistò la prima storica promozione in Serie A. Infatti, il 7 giugno 1992 lAncona, pareggiando 1-1 a Bologna rete di Franco Ermini al 48 centrò la promozione nella massima serie, presentandosi con 12.000 tifosi allo stadio. La militanza in massima serie fu però breve, infatti la squadra fu retrocessa lanno seguente.

                                     

1.4. Storia La finale di Coppa Italia del 1994 e il declino

Nonostante limmediata retrocessione, nella stagione seguente lAncona arrivò a disputare la sua prima finale di Coppa Italia. Il cammino dei dorici nel torneo li vide affrontare e battere nellordine, a partire dal primo turno, Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino in semifinale.

In finale i biancorossi incontrarono la Sampdoria di Gullit, Mancini e Platt e dopo un onorevole 0-0 conquistato in casa dovettero però poi soccombere per 6-1 a Genova di fronte ad oltre 2.000 anconetani accorsi a Marassi.

Lanno successivo la squadra arrivò fino alla semifinale del Torneo Anglo-Italiano, dove fu eliminata dalla formazione bianconera dellAscoli.

Nel 1997-1998 la squadra rischiò il fallimento, quando venne retrocessa in C1.

Riguadagnò poi la Serie B nel 1999-2000 al termine di una della partita contro i rivali ascolani. L11 giugno 2000 andò in scena allo Stadio Curi di Perugia la finale play-off tra i dorici e i bianconeri dellAscoli. La partita si concluse a reti inviolate nei 90 regolamentari, quindi si andò ai supplementari. LAscoli si portò in vantaggio al minuto 100 primo tempo supplementare; tuttavia al 118 del secondo tempo supplementare, a soli 2 dalla fine della partita, lAncona trovò il pareggio ad opera del giovane attaccante anconetano Mirko Ventura. A fine partita lAncona fu promossa per miglior piazzamento in classifica ottenuto nellarco del campionato.



                                     

1.5. Storia Gli anni duemila

Nel 2002-2003, sotto la guida di Luigi Simoni, lAncona ottenne la sua seconda promozione in Serie A. Infatti i dorici disputarono un ottimo campionato, raggiungendo la matematica promozione il 7 giugno del 2003 a Livorno, pareggiando 1-1 con la squadra di casa rete di Daino al 50. Durante la stagione sportiva lAncona arrivò anche agli ottavi di Coppa Italia, arrendendosi al Milan nella gara di ritorno 5-1 per i rossoneri, dopo l1-1 dellandata. La squadra ricevette la Stella doro al merito sportivo 2002 dopo la Stella dargento 1978 dal CONI.

Il campionato 2003-2004 è il secondo in Serie A della storia del sodalizio marchigiano. Nonostante la presenza in rosa di calciatori dal discreto livello tecnico come Pandev, Dino Baggio, Ganz, Hubner, Rapaic, Bucchi, Poggi e Jardel, racimolò appena 13 punti in 34 giornate, facendo segnare una serie di record negativi. Inutili gli avvicendamenti in panchina di Nedo Sonetti che sostituì Menichini e Giovanni Galeone.

Subito dopo la retrocessione la società, a causa dei grossi sforzi economici sostenuti, fallì e venne sostituita dall Associazione Calcio Ancona, con a capo la famiglia locale degli Schiavoni. Per meriti sportivi, secondo quanto sancito dal Lodo Petrucci, il nuovo sodalizio poté ripartire dalla Serie C2. Per la stagione della rinascita, la guida tecnica fu affidata a Pierluigi Frosio.

Il 6 marzo 2005 la società festeggiò il centenario con una maglia speciale, indossata nella partita contro il San Marino. Il campionato fu chiuso allundicesimo posto. Nel torneo successivo i dorici ottennero il ripescaggio in Serie C1, dopo aver perso la semifinale play-off col Sassuolo. Segui una salvezza ai play-out contro il Teramo.

Nel girone di andata del campionato di Serie C1 2007-2008, la squadra, si insediò al primo posto, mantenuto fino allo scontro diretto con la Salernitana, giocato a fine ottobre, che fu vinto 1-0 dai campani. Seguì una crisi di risultati, che tuttavia non compromise la classifica, risolta dal cambio ai vertici societari nel mese di ottobre con la società Terzo Tempo S.r.l. che divenne principale azionista. Grazie alle rinnovate ambizioni della società, lAncona conquistò laccesso ai play-off, battendo in finale il Taranto ottenendo la promozione in Serie B.

Il campionato del ritorno fra i cadetti parte con una serie di risultati positivi che proiettano i dorici nella parte alta della classifica, grazie anche allapposto di Salvatore Mastronunzio che a fine campionato avrà messo a segno 17 reti. Tuttavia, da gennaio in poi il notevole calo accompagnato da una serie di risultati deficitari, portano allesonero di Francesco Monaco, a quattro giornate dalla fine, a favore di Sandro Salvioni. Il cambio di guida tecnica risulta vano al fine di evitare i play-out. Lavversaria designata è il Rimini; al pari dellandata segue la vittoria di misura dei dorici in Emilia, che dunque guadagnano la permanenza in Serie B.

Nella stagione successiva, dopo un positivo girone di andata con primato in classifica allundicesima e alla quindicesima giornata, la squadra si classifica al diciassettesimo posto finale, anche per via di due punti di penalizzazione.

                                     

1.6. Storia Gli anni duemiladieci

Durante le iscrizioni alla stagione 2010-2011 del campionato di Serie B la società dorica viene in prima battuta esclusa dalla Co.Vi.Soc, causa inadempienze finanziarie, ma nonostante un tentativo di salvataggio da parte del Sindaco di Ancona insieme ad una cordata di imprenditori, la società non riesce a saldare i debiti, venendo esclusa causa mancata fideiussione ed il pagamento degli oneri fiscali e previdenziali arretrati. Fallisce anche il tentativo di iscrizione in Lega Pro Seconda Divisione e in Serie D, finendo quindi per essere esclusa dal calcio professionistico. A quel punto lamministratore delegato Enrico Petocchi ha voluto fortemente iscrivere la società in Terza Categoria, per tenerla così in vita, con il solo scopo di incamerare i crediti fermi in Lega Calcio che si sbloccheranno solo nella stagione successiva, ottenendo di giocare al campo sportivo San Biagio di Osimo. Tuttavia, il 16 ottobre 2010, non presentandosi per la quarta volta a una partita di campionato, lA.C. Ancona è stata definitivamente radiata dal Campionato di Terza Categoria Marche e dalla FIGC, con la conseguenza di non poter mai più giocare in nessun campionato di calcio italiano.

Per dare continuità al calcio cittadino, grazie allintercessione del sindaco di Ancona, Fiorello Gramillano, la "Società Sportiva Piano San Lazzaro", fondata nel 1948, e che prende il nome dallomonimo quartiere cittadino che si estende fra la Stazione Ferroviaria in Piazza Rosselli e la zona di Piazza dArmi, militante nel campionato Eccellenza, cambia denominazione il 10 agosto 2010 diventando "S.S.D. Unione Sportiva Ancona 1905" e trasferendo la sede societaria nel capoluogo marchigiano. La modifica avviene grazie ad un accordo storico che vede coinvolti i tifosi biancorossi che si riuniscono in unassociazione denominata Sosteniamolancona e il 6 agosto 2010 sanciscono in unassemblea pubblica, tenutasi allo Stadio Dorico, di fronte a circa 700 persone, leffettivo passaggio di consegne ed il riconoscimento del ruolo dei tifosi che verrà garantito dal loro ingresso con la trasformazione in S.r.l.

Nella stagione 2010-11 la società disputa il suo quinto campionato consecutivo di Eccellenza Marche, ma il primo come U.S. Ancona 1905. Lallenatore è Marco Lelli. Nella medesima stagione, nelle cui fila spicca il ritorno di Emanuele Pesaresi, anconitano di nascita anche calcistica, nuovo capitano, vince la Coppa Italia Regionale Marche, superando in finale il Tolentino dopo supplementari e calci di rigore, sul campo neutro di Civitanova Marche. Accede così alla fase nazionale della Coppa Italia Dilettanti, dove il 6 aprile 2011, di fronte a duemila anconetani accorsi allo stadio di Astrea, vince la finale battendo i laziali del Città di Marino per 3-1, ottenendo così la promozione diretta in Serie D indipendentemente dalla vittoria del campionato, dove lotta con Tolentino e Fermana, imponendosi alla fine anche nel massimo campionato regionale e vincendo così tutte le competizioni alle quali ha partecipato nel 2011.

Il 20 maggio 2011 viene ufficializzato lingaggio di Massimiliano Favo come nuovo allenatore. Il 25 agosto 2011, presso lHotel "La Fonte" di Portonovo, viene formalizzata la trasformazione della Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Ancona 1905 in S.r.l. con lingresso in società dei tifosi rappresentati da Sosteniamolancona con 2 amministratori votati dallassemblea dei soci, ai quali vengono attribuiti "poteri particolari" in virtù dello statuto sociale che costituisce un esempio innovativo nel panorama del calcio Italiano.

Il 27 novembre il tecnico Favo viene esonerato dopo aver subito una rimonta di due reti dal Riccione. Due giorni dopo viene nominato suo successore lanconitano Marco Osio, che il 3 febbraio 2012 si dimetterà. A sostituirlo viene chiamato Sauro Trillini, ma nonostante tutti questi cambi tecnici la squadra, arrivata 3ª in campionato dietro a Teramo e Sambenedettese, perde la finale play-off con questultima.

Per la stagione 2012-2013 la società ingaggia come nuovo allenatore Gentilini. Lavventura del tecnico romano termina dopo nemmeno metà campionato a causa delle prestazioni e della distanza di otto punti dalla vetta. A sostituirlo viene richiamato Massimiliano Favo, che però non riuscirà a risollevare le sorti di una stagione fallimentare che vedrà la formazione dorica addirittura concludere al settimo posto ben lontana dalla Samb vincitrice del girone e da un posto nei playoff validi per il ripescaggio in Lega Pro. Al termine del deludente campionato, il 17 maggio 2013 viene ufficializzato Giovanni Cornacchini, come allenatore per la stagione seguente.

Dopo una lunga trattativa durata due anni, il 20 maggio 2013 alle ore 15:58, la società si riappropria dello storico marchio del cavaliere armato: il Presidente Marinelli lo acquista ufficialmente dalla Unlimited Sport International, società di diritto lussemburghese che il 7 giugno 2011 lo aveva a sua volta comprato dalla vecchia A.C. Ancona di Petocchi per sessantamila euro. Il costo delloperazione è stato di circa quarantamila euro, con una clausola che prevede un ulteriore bonus di sessantamila euro da versare in caso di promozione in Serie B entro il 2016.

Il 13 aprile 2014, con il pareggio contro la Recanatese in campionato, i biancorossi ottengono la promozione in Lega Pro. La stagione 2014-2015 parte con svariate conferme in rosa e, dopo le prime partite di assestamento, riesce a concludere il campionato disputando belle partite e vittorie classificandosi sesta, posizione che ha permesso allAncona di partecipare alla Tim Cup.

Nel mese di giugno 2015, con la nomina a presidente onorario dellex sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, inizia la fase di transizione verso una nuova società ad azionariato popolare, garantita per tre anni dallex patron Andrea Marinelli.

La stabilità societaria non viene tuttavia raggiunta: nel campionato 2016-17 lAncona termina allultimo posto del girone B di Lega Pro e retrocede in Serie D. Nellestate 2017 la società, di nuovo oberata dai debiti e rimasta priva di una chiara guida manageriale, non riesce a completare le pratiche per liscrizione al campionato interregionale: ciò si traduce nella revoca dellaffiliazione alla FIGC, con svincolo dei calciatori tesserati

Nellestate 2017 si susseguono alcuni tentativi infruttuosi di rifondare il club e farlo ripartire da un campionato dilettantistico di prima fascia: la mancata concretizzazione dei suddetti porta al rischio di totale inattività per la maggiore società cittadina. Tale prospettiva viene scongiurata nel mese di settembre dallintervento dellimprenditore Stefano Marconi, che fonda una nuova realtà societaria denominata Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica ; essa viene riconosciuta dal comitato marchigiano della FIGC come continuatrice della tradizione sportiva cittadina, ottenendo dunque il permesso per iscriversi al campionato regionale di Prima Categoria ove mai prima di allora la maggior società di Ancona aveva militato. Il nuovo sodalizio ottiene inoltre in concessione dal comitato dei tifosi Sosteniamo lAncona gli storici marchi sociali del club dorico.

Forte di una rosa di qualità superiore alla categoria nella quale spicca in particolare il ritorno di Salvatore Mastronunzio, miglior marcatore anconitano del secondo dopoguerra, lAnconitana - guidata in panchina da Marco Lelli - si issa fin dalla prima giornata in testa al proprio girone, scavando progressivamente un ampio distacco dalle inseguitrici e garantendosi la vittoria nel girone con sei giornate d’anticipo sulla fine della stagione regolare. Il 31 maggio i biancorossi si aggiudicano anche il titolo di campione regionale di Prima Categoria, sconfiggendo le vincitrici degli altri gironi.

Dopo tale stagione, la squadra con lappoggio della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli chiede di poter "saltare" la Promozione ed essere ammessa in sovrannumero alla categoria superiore Eccellenza; la F.I.G.C. marchigiana rimette il giudizio alla direzione nazionale, che tuttavia oppone un rifiuto. LAnconitana affidata al tecnico Francesco Nocera si ritrova pertanto a disputare il girone A di sesta serie, che viene nuovamente vinto con ampio margine, così come la Coppa Italia regionale di categoria.

Nella stagione 2019-2020 lAnconitana disputa per la seconda volta nella sua centenaria storia, il campionato regionale di Eccellenza, massimo campionato regionale. La squadra parte coi favori del pronostico, essendo la più blasonata di questo campionato, ma nella prima parte della stagione non riesce a convincere, collezionando risultati non buoni. Lallenatore Ciampelli viene esonerato, e viene chiamato alla guida della panchina della squadra dorica, Davide Marino, già giocatore dellAncona tra la fine degli anni 90 e gli anni 2000. I risultati sono più incoraggianti, ma a causa dei dissidi con la dirigenza, Marino viene esonerato, al suo posto viene richiamato dopo vari anni Marco Lelli, già allenatore nei primi anni della nuova società, ma la stagione viene interrotta, come tutti i campionati professionistici e dilettantistici, a causa dellemergenza Coronavirus.



                                     

2.1. Colori e simboli Colori

I colori sociali dellAncona sono il bianco e il rosso. Tale accostamento è dovuto al fondatore della società, Pietro Recchi, che scelse i colori dopo aver assistito ad una partita del Liverpool Football Club. Ritornato in città, il giovane acquistò per la propria squadra casacche rosse e calzoncini bianchi.

Nel 1927 lAncona si fuse con la Stamura, assumendo come nuovo colore sociale lazzurro. La fusione durò solamente due stagioni, ed in seguito la società riprese i propri colori sociali originari.

Nel 1932 una nuova fusione cambiò i colori sociali della società. Nacque lUnione Sportiva Anconitana Bianchi, in seguito allaccorpamento dellEmilio Bianchi. Il giallo sostituì così il bianco nellaccostamento al rosso. Dopo circa dieci anni però la società ritornò alla vecchia denominazione, riprendendo il bianco ed il rosso come colori sociali, che perdurano, salvo piccole e sporadiche modifiche, ancora oggi.

                                     

2.2. Colori e simboli Stemma

Tra i primi emblemi conosciuti del sodalizio dorico vi è lo scudo circolare rosso caricato del monogramma USA acronimo di Unione Sportiva Anconitana.

Dal 1981 è stato adottato uno scudo rosso bordato in oro nel quale è raffigurato un guerriero armato a cavallo mutuato dallo stemma comunale della città dorica, ove probabilmente costituisce una rielaborazione medievale della figura dellimperatore romano Traiano che regge uno scudo a quarti bianchi e oro. Il capo dello scudetto è dorato, onde potervi collocare la denominazione sociale a lettere bianche.

Nel corso del seguente trentennio, sebbene le varie vicende societarie abbiano portato a ripetute rifondazioni e riassetti, lo stemma è sempre sostanzialmente rimasto invariato, subendo la sola variazione del nome della società inscritto in capo. Una significativa eccezione è costituita dalla versione utilizzata nella stagione 2010-2011, ove limmagine del cavaliere semplificata e ritinta in colore cangiante rosato campeggiava su uno scudo svizzero inquartato bianco-rosso, col nome sociale scritto in un carattere tipografico difforme dal consueto e - nella parte inferiore - laggiunta di un cartiglio col motto comunale ANCON DORICA CIVITAS FIDEI.

La prassi si è interrotta con la rifondazione del 2017, ove la società ha ripreso il nome originario di Unione Sportiva Anconitana, ripartendo dalla Prima Categoria provinciale: il sodalizio ha infatti optato per dismettere lo scudo col cavaliere e recuperare lantico simbolo testuale che in precedenza era pure stato occasionalmente riutilizzato in determinate occasioni, integrato unicamente dalla ragione sociale scritta per esteso a foggia di corona circolare.



                                     

3.1. Strutture Stadio

Dal 1931 fino al 1992 lAncona ha disputato i propri incontri casalinghi allo stadio Dorico. Limpianto fu costruito nel 1931 sul sito del vecchio impianto di tiro a segno di cui conserva, debitamente rielaborato, lavancorpo dellex ingresso, ed inserito nel nuovo contesto urbano delimitato dallasse del Viale della Vittoria; si chiamò "Stadio del Littorio" fino alla caduta del regime fascista. È dotato di una pista di atletica, una tribuna, una curva ed una tribuna scoperta, detta comunemente gradinata. Recentemente è stato aggiunto un settore, di fianco alla tribuna, costruito con del materiale prefabbricato.

In occasione della promozione in Serie A, la squadra si è spostata nel nuovo stadio Del Conero, dove gioca tuttora, inaugurato il 6 dicembre 1992, con la partita Ancona-Inter del campionato di Serie A 1992-1993. Limpianto è composto dai settori tribuna e distinti, a loro volta divisi in altri settori, e da due curve, una destinata ai supporters ospiti e laltra al tifo locale, per una totale capienza di 23 976 posti a sedere, attualmente ridotti a 14 295.

I dorici tuttavia, hanno disputato le prime giornate del campionato di Eccellenza Marche 2010-2011, post fallimento, al vecchio Dorico.

                                     

4. Società

Sponsor

Di seguito la cronologia dei fornitori tecnici e degli sponsor commerciali:

Impegno nel sociale

Il 10 ottobre 2007 al Teatro Pontificio del Vaticano è stata siglata lunione tra il CSI ed il club biancorosso per il "Progetto Soccer" che sotto legida della Conferenza Episcopale Italiana si prefigge di rafforzare i valori etici nel calcio.

                                     

5.1. Palmarès Competizioni interregionali

  • Serie C: 3
1936-1937 girone D, 1941-1942 girone F, 1949-1950 girone C
  • Serie C1: 1
1987-1988 girone A
  • Serie C2: 1
1981-1982 girone B
  • Serie D: 2
1974-1975 girone D, 2013-2014 girone F
  • Coppa dellItalia Centrale: 1
1938-1939
                                     

5.2. Palmarès Competizioni regionali

  • Eccellenza: 1
2010-2011
  • Promozione: 1
2018-2019 girone A
  • Prima Categoria: 1
2017-2018 girone B
  • Coppa Italia Dilettanti Marche: 1
2010-2011
  • Coppa Italia Promozione Marche: 1
2018-2019


                                     

5.3. Palmarès Altri piazzamenti

  • Coppa Italia
Finalista: 1993-1994
  • Serie B
Terzo posto: 1991-1992
  • Serie C
Secondo posto: 1961-1962 girone B
  • Serie C1
Secondo posto: 1996-1997 girone B, 1999-2000 girone B, 2007-2008 girone B
  • Serie C2
Secondo posto: 1978-1979 girone C Vittoria play-off: 2005-2006 girone B
  • Serie D
Terzo posto: 2011-2012 girone F Promozione: 1977-1978 girone D
  • Coppa Anglo-Italiana
Semifinalista: 1994-1995
  • Coppa Italia Serie C
Finalista: 1983-1984 Semifinalista: 1984-1985, 1996-1997, 2016-2017
  • Coppa Italia Dilettanti Marche
Semifinalista: 2019-2020
                                     

6.1. Statistiche e record Campionati nazionali

La Divisione Nazionale 1945-1946 è stata disputata in qualità di società di Serie B.

                                     

6.2. Statistiche e record Statistiche di squadra

LAncona disputò la finale della Coppa Italia 1993-1994, perdendo contro la Sampdoria per sei reti a una la gara di ritorno dopo aver pareggiato a reti inviolate quella di andata. Lunica rete per lAncona fu messa a segno da Claudio Lupo al 72mo minuto sul risultato di tre a zero per i blucerchiati, mentre per i genovesi segnarono, Evani e Bertarelli su rigore, Lombardo con una doppietta, Vierchowod e Gullit.

Nel campionato di Serie A 2003-2004, il secondo in massima serie, i dorici stabilirono una serie di record negativi. In panchina si alternarono quattro allenatori: Simoni, esonerato ancor prima dellinizio del campionato, Menichini, esordiente, Sonetti e Galeone. Furono utilizzati ben 46 calciatori. La squadra totalizzò tredici punti e furono solo due le vittorie, contro Empoli e Bologna. LAncona chiuse la stagione anche con il peggior attacco, 21 reti fatte, e la peggior difesa, 70 reti subite.

LAncona occupa il 52º posto nella graduatoria della tradizione sportiva fra i 65 club che hanno giocato in Serie A.



                                     

6.3. Statistiche e record Statistiche individuali

Il miglior marcatore della storia dellAncona è Salvatore Mastronunzio, che tra il 2007 e il 2010 e il 2017 e il 2019 ha messo a segno 109 goal, superando il precedente primato detenuto da Gustavo Fiorini, fermatosi a 71.

                                     

7.1. Tifoseria Storia

Il movimento ultras nella città dorica nacque nel 1978. In curva nord, storica sede del tifo organizzato anconetano, viene apposto lo striscione "Fossa biancorossa". Probabilmente, tale dicitura fu scelta per omaggiare la Fossa dei leoni, storico gruppo organizzato al seguito del Milan. Inizialmente, i ragazzi che andarono a formare tale gruppo prendevano posto nella gradinata del vecchio stadio Dorico, dato che la curva veniva destinata al tifo ospite. Si spostarono in curva per differenziarsi degli altri club che nacquero in quegli anni, situati tutti in gradinata. Si ricordano in particolare i "Fedelissimi" le "Furie Rosse".

Alla fine degli anni settanta, contribuirono in maniera decisiva alla crescita del seguito i numerosi derby che lAncona disputò in Serie D contro formazioni minori come Jesina, Civitanovese, Vigor Senigallia e Osimana. Allinizio del decennio successivo, un gruppo di scissionisti della Fossa Biancorossa diede vita alle "Brigate Biancorosse", che furono succedute della nascita del gruppo dei "Fighters Ancona".

In occasione della promozione della squadra in Serie C1 del 1982 nacquero gli "Ultras Ancona", che presero le redini del tifo organizzato in curva. Il simbolo del gruppo era il casco e la chiave inglese, chiara indicazione dellideologia sinistroide del gruppo. Tuttavia negli anni a seguire nacquero diverse fazione di matrice destroide, a dimostrazione della non vincolanza dellideologia politica allinterno del tifo organizzato.

Il periodo compreso fra il 1982 e il 1988 coincide con un periodo doro per il movimento ultras italiano, ed anche quello dorico ne beneficia. I gruppi ultras anconetani condividono lunica curva dello stadio Dorico con le tifoserie ospiti, ed anche a causa di questa deficienza si verificarono scontri più o meno violenti con gli ultras del Pescara, del Modena, della Sambenedettese, della Ternana e dello Spezia. In trasferta da segnalare duri confronti con i tifosi parmensi, reggiani, padovani e cesenati. Nacquero anche importanti amicizie con gli ultras del Cosenza, della SPAL e del Bologna. Nel 1987 si contano oltre dieci gruppi nella curva anconetana, ed ai sopracitati si aggiunsero i "Red Kaos", i "Leoni della pista", "The Warriors", e gli "Hunters Ancona". La curva a quel punto si coalizzò; nacque il "Collettivo Curva Nord Ancona", che ben presto divenne un gruppo vero e proprio, che prese in mano le redini della curva, e dove defluirono tutti i membri delle precedenti fazioni. Alcuni gruppi tuttavia decisero di mantenere una propria autonomia, come i Warriors, la Vecchia Guardia ed i Red Kaos.

Nella stagione 1987-1988 lAncona viene promossa in Serie B, e la tifoseria affronta delle oceaniche trasferte; in particolare si ricordano i quattromila tifosi che raggiunsero Vicenza. Durante tale periodo lideologia politica allinterno della curva prende piede, e gli ultras utilizzano spesso la celebre effigie di Che Guevara. Durante la trasferta ad Ascoli Piceno del campionato 1990-1991, avvengono violenti scontri con la tifoseria locale, ciò comporta un gran numero di diffide e arresti che provoca un affievolimento dellindole intemperante della tifoseria dorica.

Il campionato di Serie B 1991-1992 risulterà storico per la storia della società marchigiana: il 7 giugno 1992, lAncona conquista la sua prima promozione in massima serie, davanti a dodicimila tifosi giunti in trasferta. Ciò comporta la rottura del gemellaggio con i bolognesi, in atto da dieci anni. La stagione successiva lAncona si trasferisce nel nuovo stadio Del Conero, che tuttavia deficita della curva nord. Ciò costringe gli ultras ad occupare la curva sud. Con lanno nuovo, nonostante limmediata retrocessione nella serie cadetta, i dorici conquistano il diritto di partecipare alla finale della Coppa Italia 1993-1994, contro la Sampdoria. La partita di andata, giocata in terra marchigiana, è segnata da duri scontri allesterno dello stadio fra fazioni.

Nel 1996 LAncona retrocede dopo anni in terza serie, causando un inevitabile allontanamento di molti tifosi delle sorti della squadra. I gruppi ultras rimasti sono il Collettivo e i The Warriors, che presenziano ad ogni trasferta e si fanno notare per iniziative benefiche, tipiche delle tifoserie sinistroidi. In questo periodo, la tifoseria dorica è protagonista di violenti scontri in un autogrill con gli ultras fermani, apice di una recente rivalità. Nel campionato 1999-2000, i marchigiani conquistano la promozione in Serie B; lo scontro decisivo si gioca al campo neutro di Perugia contro i rivali ascolani. Per loccasione, oltre ottomila tifosi seguono la squadra, che ritrova parzialmente il discreto seguito perso qualche anno prima. Il campionato successivo è segnato da violenti confronti con fazioni rivali. Da segnalare gli scontri che caratterizzarono la trasferta a Pescara del 2001, dove circa cinquecento anconetani si scontrarono con le forze dellordine, e quelli che coinvolsero il gruppo dei "Furiosi Cagliari",che perse ad Ancona il proprio striscione.

Nei primi anni duemila nasce "Resistenza Ultras", ad opera degli ultras livornesi, un fronte di coordinamento che coinvolge movimenti con marcata matrice di sinistra. Anche i gruppi organizzati anconetani entrano a farne parte, gettando le basi per un solido rapporto di rispetto con la tifoseria labronica. A ciò si aggiungono le costanti manifestazioni a favore del sociale sostenute dagli ultras dorici, come ad esempio i Mondiali Antirazzisti di Montecchio Emilia o la partecipazione ai fatti inerenti al G8 di Genova.

Il 7 giugno 2003 lAncona riconquista la Serie A, davanti ad oltre ottomila tifosi giunti in trasferta al seguito allo stadio Armando Picchi di Livorno contro la formazione locale. Nel campionato successivo nasce la "Brigata Wallace", gruppo di chiara matrice destroide, che getta le basi per una discordanza politica che divide la curva, storicamente di sinistra. Ciò causa lo scioglimento del collettivo, avvenuto nellottobre 2003, dopo sedici anni di militanza. Nascono gli "Ultras Ancona", che prendono questo nome in omaggio allo storico gruppo del passato. Gli Ultras vengono affiancati dai Warriors, compattando lambiente, ma lasciando in disparte la Brigata Wallace. La priorità di unire la curva spingerà in seguito i gruppi a mettere da parte lideologia politica. A fine campionato lAncona retrocede e fallisce, essendo costretta a ripartire dalla Serie C2. Per loccasione, la Brigata Wallace muta la propria denominazione in "Brigata Ancona", e nascono altri due gruppi che rispondono ai nomi di "Cani Sciolti" e "1905". Visto il proprio impegno a far scomparire la politica dalla curva, gli ultras anconetani escono dal progetto Resistenza Ultras sposato qualche anno prima.

Nel febbraio del 2007, in occasione degli scontri di Catania che precedono il derby Palermo-Catania, perde la vita lispettore capo Filippo Raciti. Ne consegue una dura repressione nei confronti del mondo ultras. Conseguentemente, i gruppi organizzati anconetani decidono per una presa di posizione consistente della diserzione delle partite casalinghe e nellorganizzazione di manifestazioni in città. Nel novembre 2007 si scioglie il gruppo degli Ultras Ancona dopo soli quattro anni di militanza, ed il giovane gruppo dei Cani Sciolti. I membri di tali fazioni seguiranno le sorti dellAncona individualmente o unendosi a schieramenti già esistenti, come ad esempio la Vecchia Guardia. Poco tempo dopo nasce il gruppo "Curva Nord Ancona", con lintenzione di prendere in mano le redini della curva, dalla fusione di The Warriors, Brigata Ancona e 1905, causando dissapori proprio con la Vecchia Guardia.

Nel 2008 lAncona torna in Serie B. Tuttavia, dopo una salvezza strappata ai play-out, retrocede, fallisce e viene radiata, causando limpossibilità ad essere iscritta in altri campionati se non in Terza Categoria. Il 10 agosto si riesce comunque a comporre una società da iscrivere al campionato di Eccellenza regionale. La tifoseria organizzata mette in piedi un azionariato popolare che, tramite lassociazione appositamente creata "Sosteniamo lAncona", si prefigge lobiettivo di sostenere economicamente il club dorico grazie a quote versate dai tifosi stessi.

Nella nuova stagione, la tifoseria anconitana viene colpita dal provvedimento del divieto di presenziare in trasferta, a causa degli scontri con le forze dellordine avvenuti durante la trasferta di Rimini contro il Real, e quelli avvenuti in occasione della partita contro la Sambenedettese con gli ultras rossoblu. La decisione verrà in seguito revocata, e lAncona verrà seguita da oltre millecinquecento tifosi nella trasferta a Fano, decisiva per la promozione in Serie D.

                                     

7.2. Tifoseria Gemellaggi e rivalità

La tifoseria dorica coltiva gemellaggi di lungo corso con le "curve" di Genoa, SPAL, e Napoli. Ottimi rapporti si registrano con i supporter del Cosenza, nati nel 1985 in occasione di un raduno ultras organizzato dai tifosi rossoblu nella città calabrese. Le due tifoserie sono legate anche dalla comune ideologia sinistroide. In passato si avevano delle amicizie con il Bologna e il Livorno. Le rivalità più accese sussitono contro i collettivi al seguito di Ascoli, Sambenedettese, Pescara e Perugia. Altre inimicizie si hanno con i sostenitori di Cagliari, Modena, Spezia, Parma, Sampdoria, Reggiana, Fermana, Jesina, Vis Pesaro, Fano, Rimini, Giulianova e Cesena.