ⓘ Teodosio II

                                     

ⓘ Teodosio II

Figlio di Arcadio e Elia Eudossia, fu proclamato Augusto dal padre nel gennaio del 402; una storia curiosa ma non impossibile racconta che Arcadio, per timore che alla propria morte il fanciullo potesse essere deposto, lo affidò alla custodia di Yazdgard I.

Nel 408 Arcadio morì; Teodosio che allora aveva 7 anni gli succedette pacificamente sul trono dOriente. Fu affidato alle cure delleunuco di palazzo Antioco, ma il primo reggente in suo nome fu Antemio, il Prefetto del pretorio dOriente.

                                     

1. Reggenza di Antemio

Con la collaborazione dellamico Troilo, un sofista di fede pagana di Sida che era diventato famoso nei circoli letterari della città, Antemio governò con energia ed efficacia. Posto immediatamente di fronte a una grave penuria di grano per cui la popolazione infuriata aveva dato alle fiamme la casa del prefetto di Costantinopoli, egli adottò misure per aumentare i rifornimenti tanto a breve quanto a lungo termine.

Furono stabiliti buoni rapporti con la corte di Ravenna, cosa facilitata con la morte di Stilicone. Fu stipulato un nuovo trattato con i Sasanidi e nelle province orientali vennero annullati i contributi arretrati. Si prestò molta cura al miglioramento delle condizioni delle città danubiane e illiriche devastate dai Visigoti.

Fu respinta uninvasione della Moesia da parte di Uldino re degli Unni, e un gran numero di prigionieri di guerra germani appartenenti alla tribù degli Sciri al servizio di Uldino furono trasferiti ai proprietari terrieri dellAsia Minore per essere adibiti alla lavorazione del suolo. Furono anche prese misure per evitare future invasioni da parte degli Unni o dei Germani; allo scopo venne migliorata e potenziata la flotta dislocata sul Danubio; ma soprattutto avendo visto come Roma era caduta davanti ad Alarico, Antemio fortificò la stessa Costantinopoli. Costantino I aveva fatto costruire una cinta di mura intorno alla nuova capitale, ma presto la città si estese ben al di là dei limiti originali. Così nel 413 furono costruite le nuove Mura di Teodosio che si estendevano dalla Propontide Mar di Marmara fino al Corno dOro e che rappresentavano il più notevole risultato del periodo di governo di Antemio.

Tuttavia nel 414 la sorella dellimperatore, Elia Pulcheria, sebbene avesse soltanto due anni più di lui, fu proclamata Augusta e assunse la reggenza al posto di Antemio, di cui non si ha più nessuna notizia.

                                     

2. Reggenza di Elia Pulcheria

Il nuovo Prefetto del pretorio fu un funzionario di nome Aureliano che evidentemente divenne il principale consigliere di Pulcheria. La donna liquidò anche Antioco dalla carica di tutore del fratello, al quale si disse che da allora in poi ella stessa desse lezioni di comportamento:

Subito dopo che Pulcheria ebbe assunto le sue nuove responsabilità, scoppiarono seri disordini a fondo religioso ad Alessandria dEgitto, dove Ipazia, celebre filosofa pagana, era stata linciata da una banda di confratelli laici cristiani. Si sospettò che Cirillo, a quel tempo patriarca di Alessandria, fosse coinvolto nellavvenimento: ma la sua influenza alla corte di Pulcheria impedì che il commissario incaricato delle indagini producesse un rapporto soddisfacente.

Pulcheria fu infatti soprattutto una cristiana devota e il suo ascetismo era tale che decise di rimanere casta inducendo le sorelle Arcadia e Marina a fare lo stesso con lincoraggiamento del loro padre spirituale, il patriarca Attico di Costantinopoli, che a loro beneficio scrisse un elogio della condizione di verginità. Daltra parte era evidente che Teodosio doveva sposarsi e fu Pulcheria che gli combinò il matrimonio con Atenaide, figlia del sofista ateniese Leonzio. La sposa venne battezzata col nome di Elia Eudocia e due anni dopo fu proclamata Augusta. Furono coniate monete con il suo nome come era già stato fatto per Pulcheria. Elia Eudocia ebbe in seguito una figlia, Licinia Eudossia che in seguito divenne moglie di Valentiniano III e un figlio che morì in tenera età.

                                     

3. Regno di Teodosio

Verso il 416, quando raggiunse i quindici anni di età Teodosio II fu dichiarato maggiorenne; ma ancora per parecchio tempo Pulcheria tenne le redini del governo, in questo aiutata da Monassio che era succeduto ad Aureliano nella carica di prefetto del pretorio.

                                     

3.1. Regno di Teodosio Guerre con la Persia

Dopo anni di relativa pace tra Impero e Persia, nel 421, appena salito al trono, Bahram V riprese la persecuzione contro i cristiani iniziata dal padre, Yazdgard I, dopo il tentativo del vescovo di Ctesifonte di bruciare il tempio del Grande Fuoco della capitale sasanide. Questa persecuzione fu il casus belli delloffensiva imperiale. Teodosio II inviò un forte contingente militare in Armenia, da sempre contesa dalle due potenze confinati, al comando di Ardaburio, il quale inflisse delle sconfitte allesercito sasanide, saccheggiò lArzanene e, dopo aver ottenuto rinforzi, invase la Mesopotamia assediando Nisibis. Bahram, vista in pericolo la prestigiosa e fondamentale fortezza di Nisibis, decise di guidare personalmente lesercito sasanide. Condotti dal loro re i Persiani riuscirono a liberare Nisibis dallassedio romano e a costringere i Romani al ritiro. Dopo aver messo sotto assedio Teodosiopoli, Bahram venne sconfitto a Resaena. Lo scià tentò allora un colpo di mano, ordinando agli Immortali di attaccare il campo romano: Ardaburio riuscì però a neutralizzare lattacco e ad imporre la pace al sovrano sasanide 423.

Nel 440 Yazdgard radunò un esercito composto da contingenti di diverse nazioni vassalle dei Persiani e attaccò i Romani prendendoli di sorpresa: solo una improvvisa e notevole alluvione mise fine allattacco persiano, permettendo ai Romani di ritirarsi e impedendo a Yazdgard, che comandava il proprio esercito, di invadere il territorio romano. Teodosio inviò allora il proprio generale Anatolio al campo sasanide dove riuscì a persuadere Yazdgard a stipulare la pace, che prevedeva tra i suoi termini laccordo di non costruire nuove fortezze frontaliere e di non fortificare quelle esistenti.



                                     

3.2. Regno di Teodosio Contrasti con Costanzo III e accoglimento di Placidia a Costantinopoli 421

Nel 421 il generale dOccidente di più alto grado, Flavio Costanzo, fu associato al trono da Onorio con il nome di Costanzo III. Poiché Teodosio non riconobbe il nuovo imperatore, ciò rischiò di far scoppiare una guerra civile tra Impero dOccidente e Impero dOriente:

Poco tempo dopo, narra sempre Olimpiodoro, Galla Placidia litigò con Onorio e fu punita con lesilio a Costantinopoli con i figli:

                                     

3.3. Regno di Teodosio Campagna contro lusurpatore Giovanni 423-425

Nel 423, deceduto Onorio, fu eletto suo successore Giovanni Primicerio. Costui inviò unambasceria a Teodosio per ottenere il riconoscimento, ma senza risultati: Teodosio II, infatti, su pressioni di Galla Placidia, intendeva porre il figlio di lei, Valentiniano III, sul trono occidentale. Valentiniano III e Placidia furono inviati da Teodosio II a Tessalonica, dove Valentiniano ricevette da suo cugino la dignità di Cesare tramite Elione, non potendo Teodosio venire a Tessalonica per una malattia. Affidò la spedizione per la deposizione dellusurpatore Giovanni Primicerio ad Ardaburio, magister militum, e a suo figlio Aspar. Questi, passando lungo la Pannonia e lIllirico, seguiti da Placidia e Valentiniano, espugnarono Salona in Dalmazia; successivamente, Ardaburio partì con la flotta mentre Aspar prese sotto il suo comando la cavalleria: con un attacco improvviso si impadronì di Aquileia, portando con sé Placidia e Valentiniano. Tuttavia Ardaburio, sorpreso da una violenta tempesta, cadde per questo motivo nelle mani dellusurpatore, che tuttavia lo trattò con molta cortesia perché intendeva negoziare con lImpero dOriente: Ardaburio, tuttavia, riuscì a mettere contro lusurpatore alcuni dei suoi stessi sottufficiali, e contemporaneamente inviò istruzioni segrete a suo figlio Aspar di marciare verso Ravenna. Aspar giunse rapidamente con la sua cavalleria catturando facilmente Giovanni Primicerio, nel frattempo tradito dai suoi stessi uomini a causa degli intrighi di Ardaburio. Giovanni Primicerio venne condotto ad Aquileia presso Placidia e Valentiniano e qui subì la decapitazione e il taglio della mano destra. Teodosio II inviò poi Valentiniano a Roma, dove venne incoronato Imperatore della parte occidentale dellImpero romano 425.



                                     

3.4. Regno di Teodosio Aiuto offerto contro i Vandali 431-441

Nel 429 lAfrica venne invasa dai Vandali. A maggio Genserico, re dei Vandali, con 80.000 uomini di cui 20.000 guerrieri, attraversò lo stretto di Gibilterra e sbarcò in Mauritania Tingitana, probabilmente a Tangeri. Essendo intenzionato a impadronirsi dellAfrica, strinse delle alleanze con tutti gli africani ostili ai Romani: Mauri le tribù native dellAfrica, Donatisti, Ariani sette eretiche, fuorilegge. Avanzando verso Cartagine, Genserico affrontò in battaglia lesercito di Bonifacio, comes Africae, e lo vinse. Bonifacio fu costretto a rifugiarsi a Ippona, che venne assediata dal nemico. Placidia, preoccupata per lavanzata di Genserico e non essendo intenzionata a perdere una così importante provincia, implorò laiuto di Teodosio II, che acconsentì di buon grado ad aiutare la parte occidentale dellImpero: la flotta italiana e lesercito vennero rafforzati da Aspar, che salpò da Costantinopoli con un potente esercito. Non appena la forza dei due imperi fu unita sotto il comando di Bonifacio, egli marciò contro i Vandali; e la perdita di una seconda battaglia irrimediabilmente decise il destino dellAfrica. La città di Ippona venne evacuata e Bonifacio ritornò sconsolato in Italia, dove morì poco dopo 432 ucciso in battaglia dal rivale Ezio. Aspar comunque restò a Cartagine e, anche se non riuscì a sconfiggere Genserico, ebbe abbastanza successo da spingerlo a negoziare una tregua: nel 435 venne firmata la tregua di Trigezio tra Romani e i Vandali. Essa stabiliva, come riporta il Sirago, che i Romani riconoscevano ai Vandali il possesso della Mauritania e di parte della Numidia; in cambio i Vandali avrebbero pagato un tributo annuale allImpero dOccidente e davano in ostaggio ai Romani il figlio di Genserico, Unnerico. Inoltre i Vandali sarebbero diventati foederati.

Nel 439, però, violando la tregua, i Vandali conquistarono Cartagine con linganno 19 ottobre. Dopo aver conquistato lAfrica, i Vandali costruirono una flotta e saccheggiarono le coste della Sicilia e dellItalia. Teodosio II, Imperatore dOriente, inviò una flotta in soccorso dellImpero dOccidente, allarmando Genserico che decise di aprire le trattative. Gli Unni nel frattempo invasero la parte orientale dellImpero romano costringendo Teodosio II a ritirare la flotta. LImpero dOccidente fu costretto quindi a firmare nel 442 una pace svantaggiosa con i Vandali con la quale riconosceva le conquiste fatte dai Vandali in Africa riconoscendo la loro indipendenza dallImpero; in cambio i Vandali lasciarono allImpero in controllo delle Mauretanie, della Tripolitania e di parte della Numidia.



                                     

3.5. Regno di Teodosio Matrimonio tra Eudossia e Valentiniano III 437

Nel 437 Eudossia, figlia di Teodosio II avuta dallImperatrice Eudocia, si sposò con Valentiniano III, Imperatore dOccidente e cugino di Teodosio II. Fu Valentiniano III a chiedere al cugino di sposare Eudossia. Teodosio II diede il suo assenso e si stabilì che il matrimonio si sarebbe celebrato a Tessalonica. Valentiniano, però, inviò un messaggio secondo cui avrebbe preferito celebrare il matrimonio a Costantinopoli. Il matrimonio fu lì celebrato, durante il consolato di Isidoro e Sinatore 437 ed Eudossia si trasferì a Ravenna con il suo nuovo marito.

Nello stesso anno, proprio con tale matrimonio, Galla Placidia, per ricompensare Teodosio II per aver messo sul trono occidentale il figlio di lei Valentiniano III, cedette lestremità orientale della Pannonia II con le città di Sirmio e Bassiana allImpero romano dOriente. Il resto della Pannonia era stato ceduto agli Unni da Ezio in cambio dellappoggio militare degli Unni allImpero in Gallia. La Pannonia II divenne così la tredicesima provincia dellIllirico orientale e Sirmio divenne per qualche tempo la capitale della prefettura dellIllirico orientale, ma venne ceduta da Teodosio II agli Unni in seguito alle vittoriose campagne balcaniche di Attila del 441-442.

Secondo altri studiosi, tuttavia, tutto lIllirico occidentale sarebbe stato ceduto allImpero dOriente. Essi citano come prova:

  • nel panegirico di Sidonio Apollinare del 467, Roma si rivolge a Costantinopoli elencando tra le province in suo possesso la Sicilia, la Gallia e il Norico, ma non Dalmazia e Pannonia.
  • Polemio Silvo nel 448 elenca tra le province dellIllirico anche quelle dellIllirico occidentale
  • un passo di Giordane che afferma che "Valentiniano III viaggiò da Roma a Costantinopoli per sposare Eudocia, figlia dellImperatore Teodosio, e, per ricompensare il suocero, cedette tutto lIllirico."
  • un passo delle Variae di Cassiodoro in cui viene affermato che Galla Placidia, perdendo lIllirico, acquistò una nuora Valentiniano III si sposò con la figlia di Teodosio II.
  • il fatto che gli imperatori dOriente avessero concesso in Pannonia terre ai Goti, Unni, Gepidi e altri barbari, prova che la Pannonia apparteneva allOriente.

Tuttavia Procopio afferma che la Dalmazia era governata da uomini come il comes Marcellino dipendenti dallImpero romano dOccidente, e ciò contrasta con la cessione della Dalmazia allImpero dOriente. Uno studioso Wozniak ha tentato di conciliare Procopio con le altre fonti sostenendo che la Dalmazia, pur appartenendo nominalmente allImpero dOriente, de facto apparteneva a quello dOccidente:

Diversi studiosi, oggi, ritengono che solo parte dellIllirico occidentale fu ceduto allImpero dOriente, anche se è non vi è consenso su quale parte fu ceduta: Demougeot e Mòscy ritengono che fu ceduta solo "larea di Sirmio", Barker invece sostiene che fu ceduta "parte della Dalmazia", secondo invece JB Bury "una parte considerevole della diocesi dellIllirico, Dalmazia, Valeria e Pannonia orientale vennero sicuramente trasferite"; Praga invece ritiene che "la cessione dellIllirico occidentale. non riguardò la Dalmazia". Sicuramente fu ceduta almeno la Pannonia II con Sirmio: una Novella di Giustiniano I 11.1 attesta infatti che Sirmio nel 441 apparteneva allImpero dOriente ed era la sede del prefetto del pretorio dellIllirico, Apreemio, poi costretto nello stesso anno a fuggire a Tessalonica a causa delle invasioni di Attila, che nello stesso anno attaccò ed espugnò Sirmio. Sembra certo, invece, che il Norico rimase in mano romano-occidentale: secondo Prisco, infatti, il governatore del Norico, Promoto, era uno degli ambasciatori romano-occidentali che nel 449 furono inviati presso Attila, mentre lagiografia di San Severino narra che ancora nel 460 circa le truppe del Norico ricevevano, seppur sempre più irregolarmente, il soldo da Ravenna e non da Costantinopoli; inoltre il panegirico del 467 di Sidonio Apollinare nomina il Norico tra le province romano-occidentali.

                                     

3.6. Regno di Teodosio Rapporti con gli Unni

Verso la fine degli anni 430 434 circa salirono sul trono unno i fratelli Attila e Bleda. Poco tempo dopo la loro ascesa al potere, nellinverno del 439, Attila e Bleda si incontrarono presso Margus, nella Mesia Superiore, con ambasciatori dellImpero romano dOriente, e strinsero un nuovo accordo di pace che prevedeva un aumento dei tributi che i Romani dOriente dovevano versare agli Unni da 350 a 770 libbre, il luogo in cui dovevano avvenire contatti commerciali tra Romani e Unni e la promessa che i Romani non avrebbero accolto profughi unni. Lo storico dellepoca Prisco di Panion asserisce che in quelloccasione, "siccome non avrebbe potuto nascondere le 50 libbre doro.". Si stabilì dunque linvio di unambasceria presso Attila con il pretesto di negoziare sulle richieste dellUnno, ma in realtà per ricevere istruzioni su come dovevano essere consegnate le 50 libbre doro.

Lo storico Prisco di Panion partecipò personalmente allambasceria e, in un frammento sopravvissuto della sua Storia, descrive accuratamente questo viaggio, a cui presero parte almeno tre persone: Massimino, Prisco e linterprete Vigilas, oltre agli ambasciatori di Attila Edeco e Oreste. Attila, tuttavia, era stato già informato della congiura dallo stesso Edeco, il quale fin dallinizio non aveva alcuna intenzione di tradire il suo capo, ma decise di far finta di esserne ignaro. Attila fu molto ostile con gli ambasciatori, sostenendo che finché i Romani non avessero restituito tutti i fuggiaschi, non avrebbe più concesso loro il diritto di essere ricevuti. Dopo aver ordinato a Vigilas di ritornare a Costantinopoli per ribadire a Teodosio II la richiesta da parte di Attila di restituire tutti i fuggiaschi unni, Attila dichiarò conclusa ludienza, dicendo a Massimino di attendere mentre egli scriveva una lettera di risposta allImperatore. Subito dopo gli ambasciatori romani ricevettero altri messi unni che proibirono loro di comprare ogni cosa che non fossero generi alimentari fintanto che non fossero state soddisfatte le richieste degli Unni. Mentre Vigilas partì per Costantinopoli, gli altri ambasciatori seguirono Attila in una delle sue residenze in attesa che questi rispondesse per iscritto alle lettere dellImperatore e furono ammessi a un banchetto; poi, una volta che Attila ebbe finito di rispondere per lettera allImperatore, gli ambasciatori furono congedati. Quando Vigilas tornò dallUnno con lo scopo di portargli la risposta di Teodosio II per quanto riguarda la restituzione dei fuggitivi, gli Unni, perquisendo Vigilas, gli trovarono addosso 50 libbre doro, e gli chiesero a cosa gli servissero dato che per volontà di Attila gli ambasciatori romani potevano comprare solo del cibo e con 50 libbre doro si poteva comprare tanto cibo da sfamare un piccolo esercito; quando gli Unni minacciarono di uccidergli un figlio, Vigilas confessò la congiura, secondo i piani di Attila. La proibizione ai messi romani di comprare tutto ciò che non fosse cibo era finalizzata a impedire a Vigilas di trovare giustificazioni per le 50 libbre doro con cui intendeva pagare Edeco per il tradimento. Attila permise a Vigilas di riscattare il figlio al prezzo di 50 libbre doro e:

                                     

3.7. Regno di Teodosio Università di Costantinopoli

Nel 425 fu presa uniniziativa importante per dotare Costantinopoli di ununiversità. Costantino I aveva fondato una scuola nello Stoà e Costanzo II laveva trasferita sul Campidoglio. Giuliano laveva dotata di una biblioteca pubblica di grande valore. Teodosio II a sua volta istituì le cattedre per dieci grammatici o filosofi greci e per dieci latini, per cinque retori greci e tre latini, per due giuristi e per un filosofo.

La preponderanza dei retori greci su quelli latini segnò un passo nel graduale processo di sostituzione della lingua greca a quella latina negli affari dellImpero dOriente.

                                     

3.8. Regno di Teodosio Codice teodosiano

Lavvenimento più importante del regno tuttavia fu la compilazione in latino del Codice Teodosiano, una raccolta di leggi fatta per ordine dellImperatore dOriente e pubblicata nel 438 dopo otto anni di lavoro condotto in collaborazione col collega Valentiniano III. Teodosio II morì in seguito ad una caduta da cavallo nel 450, mentre attraversava il fiume Lycus, non lontano da Costantinopoli, rompendosi la spina dorsale. Il codice composto da sedici libri contiene una raccolta delle leggi dellImpero emanate nel corso di oltre un secolo e in buona parte costituì la base per la redazione del codice giustinianeo che vide la luce un secolo dopo. Esercitò un grande influsso sulla legislazione dei popoli germani che allora si andavano affermando. Per esempio la Legge romana dei Visigoti o Breviario di Alarico II del VI secolo che divenne la fonte principale del diritto romano in Occidente, sostanzialmente non è che un compendio del Codice Teodosiano integrato da altre raccolte.

Il 14 novembre 435 Teodosio II ordinò la distruzione di tutti i templi pagani rimanenti.



                                     

4. Famiglia

Teodosio II si sposò con Atenaide, poi ribattezzata Elia Eudocia. Atenaide, nata ad Atene in una famiglia pagana, aveva ricevuto unottima istruzione da suo padre, il filosofo sofista Leonzio, che però non le lasciò niente in eredità, avendo destinato tutto ai fratelli di lei: Valerio e Gessio. Secondo il testamento, Eudocia avrebbe ereditato solo 100 monete doro mentre il resto dellimmensa fortuna di Leonzio sarebbe andata a Gessio e a Valerio; Lo storico Giovanni Malala racconta che si recò a Costantinopoli per ottenere giustizia e che durante una udienza in cui esponeva il proprio caso catturò lattenzione di Elia Pulcheria, sorella dellimperatore Teodosio II, che agiva da tutrice del giovane imperatore, e di Paolino, il magister officiorum, i quali, colpiti da questa giovane e bella ragazza, vergine, elegante, ben educata alla maniera greca e versata nelleloquenza, la reputarono adatta a sposare limperatore. La condizione per il matrimonio fu la conversione al Cristianesimo, e col battesimo abbandonò il nome Atenaide per quello cristiano di Eudocia. Il matrimonio avvenne il 7 giugno 421 e, in brevissimo tempo, Eudocia riuscì ad esercitare una grande influenza sul marito, entrando in concorrenza con la cognata Pulcheria, tanto che i suoi fratelli e suo zio ottennero posti di rilievo nellamministrazione imperiale. Allinfluenza della moglie è dovuta lintensa attività edilizia di Teodosio II, come anche una maggiore tolleranza di pagani e ebrei.

Dopo appena un anno 422 di matrimonio nacque la figlia di Teodosio ed Eudocia, Licinia Eudossia; probabilmente a seguito della nascita della figlia, Teodosio concesse a Eudocia il titolo di Augusta, il 2 gennaio 423. Sempre durante gli anni 420, però, iniziò il degrado dei rapporti tra Eudocia e Teodosio: sebbene la coppia imperiale abbia avuto unaltra figlia nel 431, Flaccilla, e probabilmente un maschio di nome Arcadio morto in giovane età, il contrasto tra i due divenne sempre più marcato. Eudocia decise così di partire per un pellegrinaggio in Terra Santa 438. Il suo ritorno a Costantinopoli, carica di reliquie, segnò un suo breve ritorno in auge, come indicato forse dal fatto che il poeta Ciro fu contemporaneamente praefectus urbi della capitale e prefetto del pretorio. Questo periodo ebbe però termine nel 443 o 441, a causa di un complotto ordito dalleunuco e spatharius Crisapio, il quale accusò limperatrice di adulterio col magister officiorum Paolino: Eudocia fu costretta ad abbandonare la capitale, lasciando campo libero a Pulcheria, e si recò nuovamente in Terra Santa, a Gerusalemme.

Teodosio inviò il suo comes domesticorum "comandante della guardia" Saturnino a giustiziare due membri della corte di Eudocia, il prete Severo e il diacono Giovanni, ma luomo di Teodosio venne ucciso, o da Eudocia stessa, come riporta Marcellino, o, più probabilmente, da un uomo della sua corte: in entrambi i casi il risultato fu che Teodosio, adirato, le ridusse la corte, pur concedendole di mantenere il titolo di Augusta.



                                     

5. Testimonianze e personalità di Teodosio II

Sebbene non avesse una grande personalità politica, il regno di Teodosio II comunque fu ricco di iniziative e fondamentale per la sua storia futura. In questo ampio periodo ebbe generalmente come consiglieri uomini competenti, dei quali limperatore si fidava ciecamente. Teodosio II, comunque, non era un indolente e un ozioso come il padre Arcadio. Infatti Teodosio II era uno studioso insigne, che amava circondarsi di uomini dotti e di filosofi. Durante gli spettacoli nel circo, pare usasse trascrivere libri senza badare ai giochi.

Condusse una vita appartata dedicandosi allo studio delle scienze, compresa lastronomia, e incoraggiando le ricerche storiche: a lui dedicarono le proprie cronache Olimpiodoro e Sozomeno. Il suo interesse principale, tuttavia, era la teologia. Grazie alla sua abilità di calligrafo, limperatore tradusse e copiò di propria mano numerosi testi sullargomento. Teodosio II era di carattere dolce e gentile, e non amava infliggere pene capitali. Due scrittori cristiani ortodossi, Teodoreto e Sozomeno, vedevano nellimperatore un gentile sacerdote affiancato dalle sue sorelle, tra le quali spiccava Pulcheria, donne virtuose e molto devote.