ⓘ Presidenza di Andrew Johnson

                                     

ⓘ Presidenza di Andrew Johnson

La presidenza di Andrew Johnson ebbe inizio il 15 aprile del 1865 quando, dopo essere stato eletto alla carica di Vicepresidente degli Stati Uniti dAmerica 42 giorni prima sotto la presidenza di Abraham Lincoln, fu costretto a succedergli come Presidente degli Stati Uniti dAmerica a seguito dellassassinio del presidente da poco rieletto. Essa si concluderà il 4 marzo del 1869.

Il 17º presidente prima dello scoppio della guerra di secessione americana apparteneva al Partito Democratico e diventò il compagno di corsa di Lincoln durante le elezioni presidenziali del 1864 per il nuovo "Partito di unione nazionale", sostenuto dagli esponenti del Partito Repubblicano e dai "War Democrat" i democratici rimasti fedeli allUnione. Entrò nelle sue piene funzioni pochi giorni dopo il termine della guerra civile; lintera sua presidenza rimarrà fortemente inficiata dalle conseguenze del conflitto. Gli succederà il repubblicano, nonché eroe di guerra, Ulysses S. Grant.

Originario del Tennessee, cercò di favorire un rapido ristabilimento degli Stati secessionisti in seno allUnione; implementò lEra della Ricostruzione nella forma di una serie di proclami i quali condussero a tenere convenzioni ed elezioni per riformulare i propri governi civili locali. I suoi piani non contemplarono però alcuna protezione a favore degli ex schiavi afroamericani e per questo entrò in pieno contrasto con le volontà del Congresso degli Stati Uniti dAmerica a netta predominanza repubblicana.

Quando i sudisti rimisero ai principali posti di comando molti dei loro vecchi leader e fecero promulgare i cosiddetti Codici neri per deprivare nuovamente i liberti di gran parte dei diritti civili garantiti costituzionalmente, i repubblicani del Congresso rifiutarono di far insediare i legislatori di quegli Stati; stabilirono inoltre distretti militari federali in tutto il Profondo Sud. Johnson si avvalse del proprio diritto di veto contro tali proposizioni, ma i repubblicani non ne tennero in minimo conto, fissando in tal maniera un modello per lintera durata della presidenza.

Frustrato dalle continue azioni oppositive di Johnson il Congresso propose il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti dAmerica, il quale venne ratificato nel 1868. Ma quando il conflitto tra i diversi rami del governo crebbe, il Congresso fece promulgare la Tenure of Office Act 1867, limitando notevolmente i poteri di Johnson nel far sostituire i funzionari di Gabinetto. Siccome Johnson persistette nel tentativo di far licenziare il Segretario alla Guerra Edwin McMasters Stanton, venne sottoposto a richiesta di Impeachment dalla Camera rei Rappresentanti con lintento di rimuoverlo dalla carica; fu a stento salvato dalla decisione del Senato di "non luogo a procedere".

In politica estera negli anni della sua presidenza avvennero lacquisto dellAlaska venduta dallimpero russo e la fine dellintervento francese in Messico. Dopo aver definitivamente rotto ogni tipo di rapporto collaborativo con i repubblicani e non avendo stabilito il proprio partito sotto la bandiera dell"Unione nazionale" Johnson cercò attivamente la nomina democratica per essere candidato alle elezioni presidenziali del 1868; gli sarà invece preferito Horatio Seymour. Anche se è stato tenuto in grande considerazione dagli storici della Dunning School le ricerche più recenti classificano Johnson tra i peggiori presidenti americani per i suoi frequenti scontri con il Congresso, la forte opposizione ai diritti federalmente garantiti per gli ex schiavi e infine per la sua generale inefficacia come presidente.

                                     

1. Successione

La sera del 14 aprile del 1865, nellimminenza dei giorni di chiusura del conflitto fratricida che aveva contrapposto per 4 anni il Nord al Sud, Lincoln subì un attentato e rimase ferito mortalmente; lautore era John Wilkes Booth, un simpatizzante confederato. Laggressione fu parte di una cospirazione atta ad assassinare, oltre al presidente, anche lo stesso Johnson e il segretario di Stato William H. Seward: il tutto in quella stessa nottata.

Seward sopravvisse miracolosamente, mentre Johnson sfuggì allattacco a causa del fatto che il suo sicario, George Atzerodt, pensò a ubriacarsi invece di uccidere il Vicepresidente. Leonard James Farwell, impiegato allUnited States Patent and Trademark Office e presente al Teatro Ford al momento dellaggressione nonché socio pensionante alla "Kirkwood House", corse subito ad avvertire Johnson; questi si precipito al capezzale di Lincoln e gli rimase accanto per qualche tempo. Alluscita promise che i responsabili avrebbero pagato il fio della loro colpa.

Il presidente morirà alle 7:22 della mattina seguente. Il giuramento solenne di Johnson si ebbe tra le 10 le 11 alla presenza del presidente della Corte Suprema Salmon Portland Chase e di gran parte del Gabinetto governativo precedente. Il comportamento del neoeletto venne descritto dai quotidiani dellepoca come "solenne e dignitoso"; presiederà alle cerimonie funebri svoltesi a Washington, dopo di che il corpo del proprio predecessore venne fatto trasportare a Springfield Illinois per la sepoltura.

Su proposta del Procuratore generale James Speed Johnson premise a una commissione militare di far processare i presunti colpevoli; il dibattimento durato 6 settimane culminò nella condanna alla pena di morte per 4 degli imputati e con sentenze minori per gli altri implicati. Gli eventi inerenti allassassinio provocarono speculazioni successive riguardanti proprio Johnson e ciò che i cospiratori avrebbero potuto a che fare con lui.

Nella vana speranza di potersi ancora salvare la vita Atzerodt, dopo la cattura, parlò molto dellorganizzazione e messa a punto del crimine, ma non disse altresì mai nulla per indicare che il tentato assassinio di Johnson avrebbe potuto essere solamente uno stratagemma per sviare le indagini. I teorici della cospirazione indicano che proprio il giorno dellassassinio Booth si recò alla "Kirkwood House" oggi "1111 Pennsylvania Avenue" e lasciò un messaggio indirizzato al vicepresidente, sarà ricevuto dal segretario privato William A. Browning; vi sarebbe stato scritto: Are you at home? Dont wish to disturb you. J. Wilkes Booth ".

                                     

2. Affiliazione partigiana

La successione di Johnson lasciò un ex democratico del Sud nellufficio di presidente al termine di una sanguinosa guerra civile la quale aveva avuto come causa scatenante proprio la vittoria di Lincoln, un repubblicano settentrionale, nelle elezioni presidenziali del 1860. Johnson assunse diversi incarichi prima dello scoppio della guerra, per diventare uno dei più importanti unionisti meridionali dopo il suo inizio.

Durante le elezioni presidenziali del 1864 la campagna elettorale Repubblicana si svolse tutta a favore del "ticket presidenziale" associato al "National Union"; la Convention nazionale del 7-8 giugno 1864 a Baltimora nominò Johnson come candidato alla vicepresidenza nel tentativo di ottenere il supporto anche degli "War Democrat". Anche se non dichiarò mai esplicitamente di essere repubblicano appena entrò in carica riuscì ad avere lapprovazione sia dei radicali sia dei moderati.

Tuttavia la politica nei riguardi del Sud assunta nel corso dellEra della Ricostruzione alienò molti repubblicani a Johnson i quali preferivano un atteggiamento fortemente discriminatorio contro gli ex ribelli. Le ripetute scelte presidenziali di protezione verso gli Stati sudisti oltre che la sua alleanza con William H. Seward finirono con lallontanargli anche gli stessi democratici. Invece di schierarsi apertamente con una delle due parti il presidente provò a formare un nuovo Partito costituito dagli elementi più conservatori di entrambe le fazioni.

Nellagosto del 1866 Johnson tenne una convenzione dei propri sostenitori a Filadelfia; questa approvò il suo programma e il presidente paragonò le risoluzioni adottate come "una seconda Dichiarazione dindipendenza degli Stati Uniti dAmerica ". Quando il mandato stava oramai volgendo al suo termine naturale Johnson perseguì la Nomination democratica, ma la sua alleanza con Lincoln le decisioni da lui prese gli avevano creato attorno una folta schiera di nemici che gli creeranno il vuoto attorno.

                                     

3. Fine della guerra civile

Johnson entrò in carica dopo la resa di Robert Edward Lee a seguito della Battaglia di Appomattox, ma gli eserciti confederati rimasero in campo. Il 21 aprile del 1865, con lappoggio unanime del suo governo, ordinò a Ulysses S. Grant di ribaltare un armistizio concluso tra William Tecumseh Sherman e il Confederato Joseph Eggleston Johnston. Larmistizio aveva incluso politiche come il riconoscimento dei governi statali confederati.

Il 2 maggio emise un proclama che offriva 100.000 dollari di ricompensa per la cattura del presidente confederato Jefferson Davis, che molti pensavano fosse stato coinvolto nellassassinio di Abraham Lincoln. Davis fu catturato il 10 maggio. Alla fine di quello stesso mese la forza finale confederata ancora in campo si arrendeva e Johnson presiedette una sfilata militare trionfale a Washington, accanto al proprio Gabinetto e ai generali della nazione.

A poco meno di due mesi dalla sua entrata in carica Johnson si era coltivato la reputazione di uno che si sarebbe dimostrato duro nei riguardi degli sconfitti e la stima nei suoi confronti tra i Repubblicani del Congresso rimarrà inizialmente alta.

Partiti politici: Repubblicano National Union Party



                                     

4. Amministrazione

Gli avvenimenti salienti della presidenza A. Johnson saranno;

1865
  • lassassinio di John Wilkes Booth per mano di Boston Corbett;
  • la 1ª uscita di The Nation ;
  • la battaglia di Palmito Ranch;
  • la nascita del Ku Klux Klan;
  • il terremoto in Caifornia;
  • la resa di Joseph Eggleston Johnston a William Tecumseh Sherman;
  • lavvio dellEra della Ricostruzione;
  • la ratifica del XIII emendamento ;
  • listituzione dellUnited States Secret Service;
  • la fondazione della Cornell University;
  • lesplosione del battello a vapore Sultana ;
  • la nascita del futuro presidente Warren Gamaliel Harding;
  • limpiccagione di David Herold, George Atzerodt, Lewis Powell e Mary Surratt, tutti correi nellassassinio di Abraham Lincoln;
  • lufficiale dissoluzione della presidenza di Jefferson Davis;
1866
  • la morte di Lewis Cass;
  • la nascita del futuro architetto Henry Bacon;
  • la nascita di Butch Cassidy;
  • la morte di Piccola Montagna;
  • la fondazione della Fisk University a Nashville, la 1° delle Storiche università afroindiane;
  • la morte di Winfield Scott;
  • la riammissione del Tennessee nellUnione;
  • lo scoppio della Guerra di Nuvola Rossa;
  • la chiusura di The Liberator, 1° periodico dellabolizionismo negli Stati Uniti dAmerica;
  • la promulgazione della Civil Rights Act 1866 ;
  • il completamento della cupola del Campidoglio;
1867
  • la nascita della futura scrittrice Laura Ingalls Wilder;
  • lammissione del Nebraska nellUnione in qualità di 37° Stato federato;
  • la 1° lettura pubblica di Charles Dickens a New York;
  • il controllo dellatollo di Midway;
  • la fondazione della West Virginia University;
  • la nascita del futuro aviatore Wilbur Wright;
  • la fondazione dellUniversità dellIllinois a Urbana-Champaign;
  • lacquisto dellAlaska;
  • lepidemia di febbre gialla a New Orleans, che mieterà 3.093 vittime;
  • la fondazione del Partito Proibizionista;
1868
  • lorganizzazione del Territorio dello Wyoming;
  • la fondazione dellUniversità della California;
  • la vittoria di Ulysses S. Grant alle elezioni presidenziali del 1868;
  • la morte di Thaddeus Stevens;
  • la stipulazione del Trattato di Fort Laramie 1868 ;
  • la nascita del futuro leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani William Edward Burghardt Du Bois;
  • la nascita del futuro poeta Edgar Lee Masters;
  • lapertura del procedimento per lImpeachment di Andrew Johnson;
  • la nascita della futura astronoma Henrietta Swan Leavitt;
  • ladozione del XIV emendamento ;
  • la 1° osservanza del Memorial Day;
  • la 1° pubblicazione in volume di Piccole donne di Louisa May Alcott;
  • la morte di Kit Carson;
  • la morte dellex presidente James Buchanan;
  • la fondazione della diocesi di Tucson;
  • la battaglia del Washita;
1869
  • linsediamento della presidenza di Ulysses S. Grant.
  • la 1° donna a pronunciare un discorso davanti al Congresso Elizabeth Cady Stanton;

Assumendo il mandato Johnson promise di continuare e di far portare ad attuazione le politiche di chi lo aveva preceduto, tenne pertanto in vigore il Gabinetto di Lincoln.

                                     

4.1. Amministrazione Gabinetto ministeriale

Presto il Segretario di Stato Seward rappresentò uno dei membri più influenti dellintera compagine e il nuovo presidente gli permise di perseguire una politica estera tutta volta allespansionismo. Allinizio Johnson si fidò del "Segretario alla Guerra" Stanton per poter svolgere le proprie politiche di "Ricostruzione"; queste ottennero il parere favorevole anche del "Segretario alla Marina" Welles e di quello del Tesoro McCullough.

Ebbe una stima minore nei confronti di Dennison, di Speed e di Harlan; tutti e tre finirono col dimettersi nel giugno del 1866, dopo che il presidente aveva rotto tutti i rapporti con i repubblicani del Congresso. Il sostituto di Speed, Stanberry, emerse come uno dei membri più importanti del Gabinetto, prima di dimettersi a sua volta per poter più agevolmente prendere le difese di Johnson durante il procedimento di Impeachment avviato contro di lui.

Sospese inoltre Stanton dopo il sorgere di seri disaccordi legati alla Ricostruzione, in via del tutto provvisoria lo fece sostituire con il General of the Army nordista Grant; questa decisione portò infine lo stesso Grant allobbligo di difendersi da una richiesta di Impeachment. Dopo che questultimo lasciò Johnson propose la carica a William Tecumseh Sherman - che però rifiutò decisamente - e a Lorenzo Thomas il quale accetterà. Ma proprio durante il processo di messa in stato daccusa decise invece di nominare Schofield, come una via di compromesso rivolta ai moderati repubblicani.

                                     

4.2. Amministrazione Nomine giuridiche

Johnson nomino 9 giudici federali durante la sua presidenza, tutti appartenenti ai tribunali distrettuali; non riuscirà invece a eleggerne nessuno per servire nella Corte Suprema.

Nellaprile del 1866 il Procuratore generale Henry Stanberry fu chiamato a riempire il posto vacante lasciato alla Corte Suprema dalla morte di John Catron, ma il Congresso lo bocciò promulgando appositamente per loccasione la Judicial Circuits Act.

Per garantire che Johnson non riuscisse a fare ulteriori nomine, lAtto stabilì anche che la Corte si sarebbe ridotta dopo un successivo abbandono dallufficio. Il presidente nominò inoltre il suo amico di Greeneville Samuel Milligan presso la Corte di cassazione, dove servì dal 1868 fino alla sua morte avvenuta nel 1874.



                                     

4.3. Amministrazione Emendamenti costituzionali

  • 26 febbraio del 1869: il Congresso varerà un emendamento che proibiva ai governi federali e statali di negare a un cittadino il diritto di voto sulla base della "razza, il colore della pelle umana o la precedente condizione di servitù" di quel cittadino e lo sottopose alle legislature statali per ratificarlo.
  • 21 luglio del 1868: lassemblea congressuale farà adottare una risoluzione concorrente che dichiarava il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti dAmerica come parte della Costituzione e indirizzò il Segretario di Stato William H. Seward alla promulgazione in quanto tale e senza più introdurvi alcuna modifica significativa. Si richiese pertanto agli ex Stati confederati di ratificarlo come ulteriore condizione per riconquistare la rappresentanza federale.
  • 13 giugno del 1866: il Congresso approvò un emendamento che si occupava dei diritti di cittadinanza e della parità di protezione delle leggi un equo processo e lo sottopose alle legislature statali per la ratifica.
  • 6 dicembre del 1865: lemendamento costituzionale in sospeso che aboliva la schiavitù negli Stati Uniti dAmerica e la servitù involontaria, tranne che come punizione per un crimine, avrà la ratifica dal numero richiesto di Stati allora 27, diventando così il XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti dAmerica. Il Congresso richiese agli ex Stati confederati di ratificarlo come prima condizione per riconquistare la rappresentanza federale.

Questultima disposizione sarà successivamente ratificata il 3 febbraio del 1870, diventando quindi il XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti dAmerica.



                                     

4.4. Amministrazione Ammissione del Nebraska

Nel giugno del 1866 gli elettori del territorio del Nebraska approvarono di stretta misura un progetto costituzionale; una delle sue disposizioni limitò il diritto di voto ai maschi bianchi. Una proposta di ammissione venne poi introdotta nel Congresso, ove fu adottata poco prima che la sessione si chiudesse a fine luglio e nonostante alcune resistenze da parte dei repubblicani i quali si opposero alla clausola del suffragio esclusivamente bianco; i democratici invero si dimostrarono prudenti nel concedere la cittadinanza a unaltra "fortezza repubblicana". Il presidente pose il veto mentre il Congresso si aggiornò.

La questione venne rinnovata poco dopo la riunione congressuale avvenuta a dicembre. Questa volta tuttavia un emendamento proposto dal senatore George Franklin Edmunds condizionò nei suoi effetti laccettazione da parte del territorio di un divieto delle restrizioni di voto sulla base della razza o del colore della pelle umana. Esso trovò il sostegno dei radicali e degli altri repubblicani che sperarono dimporre condizioni simili anche agli ex Stati confederati.

Provocò però la reazione infuocata dai democratici e di Johnson, che si opposero alla condizione adducendo motivazioni costituzionali; sostennero che il governo federale non poteva infrangere il potere degli Stati di stabilire autonomamente le proprie qualifiche per il suffragio. La questione divenne ben presto un affare inerente al federalismo nazionale, ma anche una guerra aperta tra il presidente e il Congresso; nonostante le obiezioni la legge di ammissione del Nebraska venne adottata nel gennaio del 1867. Johnson mise il veto sulla misura entro la fine del mese.

Meno di 2 settimane dopo entrambe le camere votarono per ignorare del tutto i rilievi mossi dal presidente. I legislatori territoriali accettarono rapidamente la condizione imposta, eliminano così le restrizioni razziali sul diritto di voto.

Nebraska - Dal 1º marzo del 1867 in qualità di 37° Stato federato.

Il Nebraska divenne il 1° e a tuttoggi lunico Stato a essere ammesso negli Stati Uniti dAmerica nonostante un veto presidenziale che pesava sul suo capo.

                                     

4.5. Amministrazione Altre politiche interne

Nel giugno del 1866 il presidente controfirmerà la Southern Homestead Act, ritenendo che la legislazione avrebbe aiutato i bianchi poveri; circa 28.000 crediti fondiari vennero in tal maniera brevettati con successo, anche se assai pochi ex schiavi ne beneficiarono. La malversazione a danno dello Stato fu dilagante e gran parte della terra migliore rimase loro vietata; sarà invece riservata come borse di studio per veterani di guerra o dirigenti delle ferrovie.

Nel giugno 1868, Johnson firmò una legge delle otto ore approvata dal Congresso che stabiliva una giornata lavorativa di otto ore per i lavoratori e i meccanici impiegati dal governo federale. Sebbene il presidente avesse già dichiarato in precedenza ai membri di una delegazione del "Workingmans Party" a Baltimora di non potersi impegnare direttamente in tale legislazione tuttavia disse anche che avrebbe fortemente favorito il "minor numero di ore in linea con gli interessi di tutti".

Secondo lautore Richard F. Selcer le buone intenzioni che staano dietro la legge verranno quasi "immediatamente frustrate" dal momento che i salari furono ridotti nella loro generalità di almeno il 20%.

                                     

5. Ricostruzione

Con la fine della guerra civile Johnson dovette affrontare la questione inerente il governo degli ex Stati ribelli. Lincoln aveva autorizzato la formazione di governi lealisti in Virginia, Arkansas, Louisiana e Tennessee, controllati oerciò in grsn parte dallUnione; sostenne inoltre il "Piano del 10%": se almeno il 10% degli elettori di qualsiasi Stato ribelle avessero fatto approvare il futuro giuramento di fedeltà sarebbe stato loro consentito di auto-governarsi. Molti radicali del Congresso degli Stati Uniti dAmerica considerarono ciò troppo indulgente. La Wade-Davis Bill la quale richiedeva alla maggioranza degli elettori di pronunciare il solenne giuramento di fedeltà alla nazione passò in entrambe le Camere congressuali nel 1864, ma Lincoln vi pose il proprio veto.

Al momento della successione il Congresso consisteva in 3 fazioni principali: i repubblicani radicali che cercavano di estendere il diritto di voto e gli altri diritti civili a tutti gli afroamericani, credendo che i liberti avrebbero potuto essere indotti a votare per loro come gratitudine per avergli concesso lemancipazione; inoltre i voti neri avrebbero potuto mantenere i repubblicani al potere tenendo fuori da ogni influenza tutti i democratici del Sud. Furono nella ferma convinzione che i Confederati dovessero essere severamente punti.

Poi cerano i repubblicani moderati i quali cercarono di mantenere i potenziali democratici unionisti a livello nazionale con lintento dimpedire agli ex ribelli di riassumere il controllo politico; non furono eccessivamente entusiasti allidea di concedere il suffragio agli ex schiavi come invece reclarono i radicali, sia per le proprie preoccupazioni locali dirette sia perché credettero che i liberali avrebbero con molta probabilità utilizzato male il diritto di voto.

Infine i democratici del Nord i quali tentarono di favorire il restaur incondizionato degli Stati del Sud; non sostennero il suffragio afroamericano in quanto avrebbe potuto inacciare il controllo democratico del Sud.



                                     

5.1. Ricostruzione Ricostruzione presidenziale

A Johnson fu inizialmente lasciato solo a inventarsi una politica di ricostruzione senza alcun intervento legislativo in quanto il Congresso non ebbe in programma di ruinirsi nuovamente fino a dicembre. A seguito della guerra civile i sudisti furono disposti ad accettare grandi cambiamenti come il suffragio degli ex schiavi in cambio di un rapido e organizzato ritorno allunità nazionale; per il presidente gli Stati del Sud non avevano mai veramente abbandonato lUnione e con la ribellione definitivamente sconfitta pensò che il Sud dovesse riprendere il proprio posto come partner uguale sotto la Costituzione degli Stati Uniti dAmerica.

Nonostante le motivazioni addotte da molti afroamericani e repubblicani del Congresso Johnson considerò la questione del suffragio come relativa ai singoli Stati e non fu per nulla interessato a utilizzare i poteri federali per imporre cambiamenti essenziali sul Sud sconfitto.

Decise pertanto di organizzare i governi statali in tutto il meridione, imponendo assai poche condizioni. Il 9 maggio del 1865 riconobbe Francis Harrison Pierpont quale governatore della Virginia, mentre il 29 di maggio nominò William Woods Holden come governatore della Carolina del Sud; successivamente elesse governatori unionisti per gli altri ex Stati confederati. Non ebbe riguardo rispetto alle loro precedenti affiliazioni politiche o ideologiche, concentrandosi invece solo sulla loro specchiata fedeltà allUnione.

Chiese che i governatori incoraggiassero la ratifica del XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti dAmerica, la rinuncia alle ordinanze di secessione e al debito confederato. Tali azioni crearono presto un terreno di sfida tra i leader repubblicani i quali giustamente temettero che il presidente cercasse di porre fine alla Ricostruzione prima che il Congresso si tornasse a riunire.

Oltre a ripristinare rapidamente i governi statali Johnson tentò anche di ripristinare la proprietà e i diritti civili dei meridionali bianchi. Il 29 di maggio offrì unamnistia alla maggior parte degli ex confederati; lordine non comprese gli alti funzionari militari e civili, i criminali di guerra e quelli con proprietà imponibili maggiori di 20.000 dollari. Perdonò tuttavia numerosi individui che cercarono direttamente presso di lui la clemenza. A settembre fece annullare un ordine del "Freedmens Bureau" il quale aveva concesso la terra abbandonata agli ex schiavi che avessero iniziato a coltivarla; Johnson invece ritenne che quella proprietà dovesse ritornare ai loro proprietari precedenti.

I governatori del Sud nominati dal presidente istituirono convenzioni statali che organizzarono nuovi governi e indirono le elezioni; in queste gli ex secessionisti emersero trionfanti. I governi così installatisi iniziarono fin da subito ad approvare rigorosi "Codici neri" i quali altro non fecero che ristabilire virtualmente la schiavitù; Johnson si rifiutò dinterferire credendo fermamente che tali questioni fossero di competenza statale piuttosto che federale.

Con il rapido ripristino del Sud il programma di ricostruzione presidenziale del 1865 estinse ogni speranza di far valere la richiesta del diritto di voto per i neri, ché i bianchi meridionali non riuscirono più ad accettare tali modifiche nello "status quo" pre-guerra che si stava realizzando.

                                     

5.2. Ricostruzione Scontro con il Congresso

Il Congresso, riprese le proprie funzioni, si rifiutò di accogliere nel suo seno i congressisti provenienti dal Sud ed eletti di governi istituiti sotto Johnson; ma in altre questioni fu riluttante a fronteggiare il presidente e inizialmente cercò solo di ottimizzare le politiche da lui attuate. Secondo il biografo Trefousse se cera un momento in cui Johnson avrebbe potuto giungere ad un accordo con i moderati del Partito Repubblicano, era il periodo successivo al ritorno del Congresso ".

Il presidente non fu granché allegro nel constatare le azioni quantomai provocatorie degli Stati sudisti e non approvò il continuo controllo da parte dellélite antebellica; ma non lo dichiarò pubblicamente credendo che i meridionali avessero il diritto e la piena legittimità di agire in quella maniera, anche se questa venisse considerata ingiusta. Entro la fine di gennaio del 1866 si convinse che la vittoria di uno scontro contro i repubblicani radicali fosse necessaria per i propri piani politici, sia per il successo della ricostruzione sia per la rielezione nel 1868.

Avrebbe preferito che il conflitto sorgesse sugli sforzi legislativi atti ad affrancare gli afroamericani a Washington, una proposta che era già stata sconfitta in gran parte attraverso un referendum indetto per i soli bianchi. Un progetto di legge in tal senso fu approvato dalla Camera ma, con delusione di Johnson, fatto bloccare al Senato prima che egli stesso potesse mettervi il diritto di veto.

Il senatore Lyman Trumbull, capo dei repubblicani moderati e presidente del comitato giudiziario, fu ansioso di raggiungere un accordo di compromesso col presidente; avviò pertanto attraverso il Congresso un disegno di legge per estendere le funzioni del "Freedmens Bureau" oltre il periodo previsto per la sua abolizione nel 1867 ed un primo progetto sui diritti civili, per concedere la cittadinanza statunitense a tutti i neri liberati. I due sincontrarono più volte e Trumbull si convinse che il presidente avrebbe controfirmato le sue misure.

Ma questi invece si oppose a entrambe adducendo la motivazione che fossero palesi violazioni dellautonomia e della sovranità degli Stati; le due proposte inoltre risultarono impopolari tra i bianchi meridionali, che Johnson sperava di poter presto includere nella sua nuova formazione politica. Il presidente ottenne la propria vittoria il 18 febbraio del 1866, scatenando la soddisfazione dei bianchi del Sud e la rabbia perplessa dei legislatori repubblicani; egli si considerò ancor più giustificato quando la richiesta dignorare il suo veto fallì al Senato il giorno seguente.

Johnson credette che i radicali si sarebbero a questo punto ritrovati isolati e sconfitti e che i moderati si sarebbero senza più alcuna esitazione schierati dalla sua parte; con comprese invece che anche i moderati volevano veder trattati gli afroamericani in una maniera equanime.

Il 22 febbraio, data del Presidents Day, Johnson declamò un discorso improvvisato davanti ai sostenitori che avevano marciato sulla Casa Bianca chiedendogli un messaggio in onore di George Washington. Il comizio durò unora e il presidente invece di commemorare uno dei primi Padri fondatori si riferì a se stesso per più di 200 volte; ma ancora più dannoso per lui fu il parlare anche di "uomini ancora contrari allUnione" nei cui confronti non poteva estendere la mano dellamicizia che aveva invece porto al Sud.

Quando venne invogliato dalla folla presente a dire chi fossero Johnson nominò Thaddeus Stevens, Charles Sumner e labolizionista Wendell Phillips; li accusò di star tramando per commettere il suo assassino. I repubblicani a questo punto considerarono un tal comportamento come unesplicita dichiarazione di guerra, mentre un alleato democratico stimò che un simile discorso fosse alla fine costato al Partito non meno di 200.000 voti nelle elezioni di medio termine del settembre seguente.

Sebbene i moderati firmarono convinti la Civil Rights Act 1866 Johnson ruppe con loro in maniera decisiva quando si prese il diritto di porvi il veto il 27 di marzo. Nel messaggio inviato per loccasione spiegò di opporsi alla misura in quanto questa avrebbe conferito la cittadinanza ai liberati in un momento in cui 11 Stati su 36 non erano adeguatamente rappresentati nel Congresso: concluse affermando che essi subivano una discriminazione a favore degli afroamericani e dei bianchi nordisti.

Nel giro di 3 settimane il Congresso aveva scavalcato il suo veto, fu la prima volta che ciò venne realizzato su un grande avvenimento della storia degli Stati Uniti dAmerica. Proprio il veto posto sulla legge per i diritti civili viene molto spesso visto come uno degli errori fondamentali della presidenza Johnson; il fatto convinse anche i moderati che non vi era alcuna speranza di poter lavorare proficuamente con lui. Lo storico Eric Foner interpreta il caso come "il disastroso errore di calcolo della sua carriera politica".

Secondo Stewart il veto fu solo il primo di molti altri errori e fece porre in risalto un tono di confronto e scontro perpetuo con il Congresso il quale ha prevalso poi per tutto il resto della sua presidenza; quando il Congresso promulgò la Freedmens Bureau Act per la seconda volta e il presidente lo ribaltò, il suo veto questa volta venne fatto annullare senza tanti complimenti.

Nonostante questa vittoria anche alcuni repubblicani che avevano sostenuto gli obiettivi della legge sui diritti civili cominciarono a dubitare che il Congresso possedesse davvero il potere costituzionale di trasformare tali proposte in legislazione federale a cui si sarebbero dovuti piegare gli Stati. Lesperienza incoraggiò sia i radicali sia i moderati a ricercare garanzie costituzionali per imporre i diritti dei neri piuttosto che affidarsi a maggioranze politiche temporanee.

Alla fine del 1865 il "Comitato misto per la Ricostruzione" propose un emendamento costituzionale il quale affermasse che a nessun cittadino avrebbe mai potuto essere proibito il diritto di voto sulla base della "razza" di appartenenza da parte di uno Stato; se ciò si fosse verificato quello Stato non verrebbe più considerato ai fini della sua rappresentanza. Approvato dalla Camera venne invece bloccato al Senato dalla coalizione radicale capeggiata da Charles Sumner, considerando la proposta come un "compromesso sbagliato" laddove i democratici si opposero alla concessione dei diritti civili per i neri.

Lattenzione si rivolse quindi a un progetto del deputato John Armor Bingham che avrebbe consentito al Congresso di salvaguardare "la parità di protezione della vita, della libertà e della proprietà" di tutti i cittadini; questa proposta non trovò il tempo di passare alla Camera. Nellaprile del 1866 il "Comitato misto" trasmise al Congresso una 3° proposta, un compromesso accuratamente negoziato che combinava elementi sia del 1° che del 2° progetto, affrontando inoltre le questioni del debito Confederato e del diritto di voto per i suoi ex appartenenti.

La Camera approvò la risoluzione alcune settimane dopo inviandone il testo così raggiunto al Senato; qui venne discussa furono proposte varie modifiche, per essere adottata l8 di giugno con un voto di 33 a 11. La Camera ratificò e modifiche apportate dal Senato il giorno 13 con un voto di 138 a 36. Una risoluzione concorrente che chiedeva al presidente di trasmettere la proposta di una 14° modifica costituzionale ai dirigenti dei vari Stati fu approvata quello stesso giorno.

Johnson si oppose fermamente alla proposta di un XIV emendamento, chegli considerò come un rifiuto delle azioni poste in essere dalla propria amministrazione; utilizzò tutta la sua influenza per far cadere la misura. Nonostante ciò il nuovo emendamento passò il vaglio di entrambe e camere congressuali entro giugno e fu formalmente proposto agli Stati. Né lemendamento né la risoluzione comune che lo proponeva richiesero lapprovazione presidenziale prima di passare agli Stati.

In estate, quando i lavori congressuali si sarebbero aggiornati, il metodo adottato da Johnson di ripristinare gli ex Stati sudisti nellUnione da parte del dirigente esecutivo e senza alcuna salvaguardia per i liberti, entrò in una fase di profonda difficoltà.



                                     

5.3. Ricostruzione Elezioni di medio termine del 1866

Di fronte allopposizione congressuale il presidente cercò di far aumentare il numero dei propri sostenitori nelle elezioni di metà mandato. Nellagosto del 1866 Johnson tenne la "National Union Convention" utilizzando la stessa etichetta adottata dagli stessi repubblicani nel corso della campagna per le Elezioni presidenziali negli Stati Uniti dAmerica del 1864. Dopo la convenzione intraprese una vigorosa campagna partendo per un giro di conferenze, comizi e dibattiti, conosciuto come "Swing Around the Circle".

Il viaggio, compresi i discorsi pronunziati a Chicago, St. Louis Missouri, Indianapolis e Columbus Ohio si dimostrò politicamente disastroso, col presidente che faceva confronti controversi e molto poco appropriati tra se stesso e Gesù Cristo e impegnandosi in confronti polemici con i disturbatori via presenti; questi scambi verbali - a volte anche decisamente accesi - intaccarono irrimediabilmente la dignità della sua presidenza. I repubblicani vinsero con una larga maggioranza, aumentando fino ad arrivare a costituire i 2/3 dellintero Congresso; potendo così cominciare a stabilire piani autonomi per lEra della Ricostruzione.

Johnson accuserà gli stessi democratici di non dare un adeguato sostegno al proprio movimento.

                                     

5.4. Ricostruzione Ricostruzione dei Radical

Anche dopo la vittoria repubblicana nelle elezioni del 1866 Johnson ritenne di continuare ad essere in una posizione forte. Il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti dAmerica non fu ratificato da nessuno degli Stati meridionali o confinanti ad eccezione del Tennessee il quale venne in tal maniera riconsegnato ufficialmente allUnione entro luglio.

Ritornato a operare a dicembre un Congresso rinvigorito iniziò i propri lavori legislativi i quali saranno però spesso sottoposti al veto presidenziale; il Nebraska sarà ammesso allUnione scavalcando il veto. Il veto di Johnson su un disegno di legge sullammissione del territorio del Colorado fu invece sostenuto; un buon numero di senatori convennero sul fatto che un distretto con una popolazione di 300.000 abitanti non fosse ancora degno di essere trasformato in uno Stato.

Nel gennaio del 1867 il deputato Thaddeus Stevens introdusse una legislazione per far sciogliere gli Stati del Sud e ricostituirli in 5 distretti militari sottoposti alla legge marziale ; gli Stati avrebbero quindi ricominciato da zero il loro cammino tenendo convenzioni costituzionali. Gli afroamericani avrebbero potuto votare e diventare delegati, mentre al contrario gli ex confederati ne sarebbero stati impossibilitati. Nel corso del procedimento il Congresso aggiunse al disegno che al ripristino nellUnione avrebbe seguito la ratifica dello statuto del XIV emendamento e il completamento del processo di aggiunta alle Costituzioni nazionali.

Johnson e i meridionali tentarono un compromesso sulla base del quale il Sud avrebbe accolto una versione modificata dellemendamento senza la squalifica degli ex confederati e col suffragio nero limitato. I repubblicani però insistettero sulla linearità dellemendamento e ogni possibilità daccordo svanì. Il presidente scelse di vederlo direttamente il 2 marzo del 1867; il Congresso lo approvò in via definitiva quello stesso giorno. Promulgò inoltre una legislazione che facesse riavviare i lavori congressuali immediatamente invece di dover attendere fino al dicembre successivo.

La 2° legge sulla Ricostruzione stabilì la nomina di comandanti militari per i 5 distretti che coprivano tutto lex Stato confedrato tranne il Tennessee. Dopo essersi consultato con Ulysses S. Grant il presidente nominò i generali John Schofield, Daniel Sickles, John Pope, Edward Ord e Philip Henry Sheridan.

Una delle prime azioni intraprese dal 40° Congresso fu quella di far approvare la 2° legge sulla Ricostruzione, scavalcano così ancora una volta il veto di Johnson. LAtto previde la registrazione solo di quegli elettori che avrebbero potuto dimostrare la loro fedeltà allUnione, nonché la convocazione i convenzioni statali per creare nuoi governi. Il Procuratore generale Henry Stanberry però affermò che i governi istituti dal presidente piuttosto che quelli militari fatti costituire dal Congresso avessero il potere supremo nel Sud.

Estremamente irritato dalla sfida posta il Congresso si riunì a luglio per far passare la 3° legge sulla Ricostruzione. LAtto stabilì la supremazia dei governi militari dando loro il potere di rimuovere i funzionari statali dallufficio; dopo che il Segretario alla Guerra Edwin M. Stanton si oppose alla decisione di Johnson di porre il veto sul procedimento questi decide di rimuoverlo dallincarico, mettendo in scena una battaglia che avrebbe consumato gran parte della 2ª metà della sua amministrazione.

Il Congresso approvò il 4° Atto di Ricostruzione il 27 febbraio del 1868. Quando Johnson nuovamente si rifiutò di firmarlo il Congresso scavalcò il presidente e lo fece diventare legge già l11 di marzo; esso dovette essere sottoposto alla ratifica delle nuove costituzioni statali nel Sud con lapprovazione della maggioranza di coloro che votavano piuttosto che come sera già verificato in precedenza della maggioranza dei registrati al voto. Lapprovazione di questAtto produsse i risultati che il Congresso andava cercando.

Entro il 21 di luglio 7 Stati meridionali adottarono nuove carte costituzionali, formarono nuovi governi e ratificarono il XIV emendamento, aprendo così la strada alla loro riammissione nellUnione. La Virginia attenderà fino allottobre del 1869, seguita da Mississippi e Texas nel 1870.

                                     

6.1. Messa in stato daccusa Disaccordi con Stanton e sua rimozione

Il 2 marzo del 1867 lassemblea congressuale approvò la Tenure of Office Act sul diritto di veto presidenziale in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Johnson durante la campagna del 1866 in cui disse che aveva in programma di licenziare i segretari del proprio Gabinetto che non si fossero dimostrati daccordo con le sue opinioni.

Questo disegno di legge, che richiedeva lapprovazione del Senato per la rimozione dei ministri durante il mandato del presidente che li nominò fino a un mese dopo le nuove elezioni fu immediatamente controverso, con alcuni senatori che dubitarono fortemente sulla sua costituzionalità o che i suoi termini fossero applicabili a Johnson, la cui chiave di governo era costituita da esponenti della passata presidenza di Abraham Lincoln.

Il Segretario alla Guerra Edwin M. Stanton era un uomo capace e laborioso, ma difficile da gestire. Il presidente il quale ammirava entrambe queste sue qualità finì però col rimanerne esasperato; Stanton, in combinazione con il Comandante generale dellesercito statunitense Grant, lavorava per indebolire la politica presidenziale diretta a favorire quanto più possibile il Sud allinterno della sua stessa amministrazione.

Johnson prese in considerazione la possibilità di licenziare Stanton, ma continuò a rispettarlo per il suo servizio svolto in tempo di guerra; Stanton da parte sua temeva di lasciar permettere al presidente di nominare il proprio successore e si rifiutò di dimettersi, nonostante i suoi gravi dissapori espressi pubblicamente. Il nuovo Congresso si riunirà per alcune settimane nel marzo del 1867, poi venne rinviato, non prima però di lasciarsi alle spalle un Comitato della Camera con unassunzione piena di poteri giudiziari; esso fu incaricato di riferire se vi fossero dei motivi sufficienti e validi per imputare Johnson.

Questa commissione si riunì debitamente, esaminò i conti bancari del Presidente e convocò i membri del Gabinetto per testimoniare. Quando un tribunale federale rilasciò su cauzione il precedente presidente confederato Jefferson Davis il 13 maggio era stato catturato poco dopo la guerra, il comitato esaminò se Johnson ne avesse impedito laccusa. Apprese così che Johnson era desideroso di farlo scagionare. Una maggioranza bipartisan votò pertanto unaccusa di impeachment; la commissione venne sospesa il 3 di giugno.

Più tardi il presidente e Stanton si scontrarono sulla questione se gli ufficiali militari posti al comando del Sud potessero scavalcare le autorità civili. Johnson ebbe dalla sua parte il Procuratore generale Henry Stanberry il quale espresse un parere a sostegno della sua posizione che non in realtà non avrebbero potuto. Il presidente cercò di rintracciare Stanton per indurlo a difendere la posizione assunta, o di contro, per costringerlo a mostrarsi contrario alla decisione di Gabinetto. Stanton allora incominciò a evitare le riunioni e finanche le comunicazioni scritte.

Quando il Congresso si riunirà nuovamente a luglio approverà un "Atto di Ricostruzione" in perfetta antitesi con la posizione di Johnson, attese il suo veto solo per farlo annullare e si sciolse. Oltre a chiarire i poteri dei generali la legislazione privò anche il presidente del controllo dellesercito nel Sud. Con il Congresso in pausa fino a novembre Johnson decise di licenziare Stanton e degradare uno dei comandanti militari, il generale Philip Henry Sheridan, che aveva estromesso con la forza il governatore del Texas James W. Throckmorton per installare al suo posto un sostituto con un assai scarso sostegno popolare, Elisha M. Pease.

Allinizio fu scoraggiato da una forte obiezione di Grant. Il 5 agosto il presidente chiederà comunque formalmente le dimissioni di Stanton; il segretario rifiutò. Johnson lo sospese in attesa della prossima riunione del Congresso, così come prescritto e consentito dalla Tenure of Office Act ; Grant accettò di fungere da sostituto temporaneo mentre continuava in contemporanea a guidare anche lEsercito.

Grant, sotto pressione, eseguirà lordine di Johnson di trasferire Sheridan e un altro dei comandanti del distretto, Daniel Edgard Sickles, che aveva irritato Johnson seguendo con fermezza il piano del Congresso. Sickles e Sheridan verranno sostituiti rispettivamente da Edward Canby e da Winfield Scott Hancock. In seguito il presidente volle sostituire Edward Ord con Alvan Cullem Gillem e John Pope con George G. Meade. Emetterà anche un proclama ufficiale tramite il quale veniva concesso il perdono alla maggior parte dei confederati, esentando solo coloro che si erano insediati sotto la Confederazione o che avevano prestato servizio in un ufficio federale prima della guerra e avevano quindi violato i loro giuramenti di fedeltà.

Anche se i Repubblicani espressero con tutta la rabbia possibile il loro disappunto nei riguardi di tali azioni le elezioni locali del 1867 in generale andarono a beneficiare gli avversari. Nessun seggio congressuale fu eletto direttamente, ma i Democratici presero il controllo dellAssemblea Generale dellOhio permettendo in tal modo di far mettere in dubbio la rielezione uno dei più forti oppositori di Johnson, il senatore Benjamin Wade. Gli elettori dellOhio, del Connecticut e del Minnesota nel frattempo respinsero le proposte di garanzia del diritto di voto agli afroamericani.

I risultati avversi fermarono momentaneamente le proposte repubblicane volte a mettere in difficoltà il presidente il quale da par suo rimase letteralmente esaltato dai risultati. Tuttavia, una volta che il Congresso si riunì a novembre, il Comitato Giudiziario si invertì e approvò una risoluzione di impeachment contro Johnson. Dopo un lungo dibattito sulleventualità che il Presidente avesse commesso un qualche crimine o delitto di alto tradimento - ciò costituiva la procedura costituzionale standard - la risoluzione fu sconfitta dalla Camera dei rappresentanti il 7 dicembre del 1867 con un voto di 57 contro 108.

Johnson notificò al Congresso la sospensione di Stanton e la nomina provvisoria di Grant. Nel gennaio 1868 il Senato disapprovò la sua azione e reintegrò Stanton aprendo così un contenzioso; il Presidente avrebbe in tal modo violato la Tenure of Office Act. Grant si fece da parte nonostante lobiezione espressa da Johnson, causando una rottura completa tra di loro. Stantn venne licenziato definitivamente, inizialmente Lorenzo Thomas sarà nominato al suo posto.

Ma lex ministro rifiuterà con decisione di lasciare il suo ufficio e il 24 di febbraio la Camera incriminerà il Presidente per aver intenzionalmente violato la Legge con un voto di 128 contro 47. Successivamente essa adotterà ben 11 risoluzioni di messa in stato daccusa, per la maggior parte riferite al fatto della presunta violazione legislativa sullaver messo in dubbio la legittimità del Congresso.

                                     

6.2. Messa in stato daccusa Procedimento

Il 5 di marzo il processo per impeachment iniziò nellaula del Senato; durerà quasi 3 mesi. I dirigenti dellassemblea congressuale George Sewall Boutwell, Benjamin Butler e Thaddeus Stevens agirono come i procuratori ufficiali della Camera, mentre William Maxwell Evarts, Benjamin Robbins Curtis e lex Procuratore generale Henry Stanberry furono i consiglieri del presidente; il presidente della Corte Suprema Salmon Portland Chase ricoprì il ruolo di presidente della Corte di Giustizia.

La difesa fece essenzialmente affidamento sulla disposizione legale della Tenure of Office Act che lavevano resa applicabile solo alle persone incaricate dellattuale amministrazione; poiché era stata la presidenza di Abraham Lincoln ad aver nominato Stanton la difesa sostenne che Johnson non aveva affatto violato lAtto e che inoltre il presidente manteneva tutti i diritti di testare la costituzionalità di un Atto congressuale.

Il legale di Johnson insitette in particolar modo sul fatto chegli non si fosse in nessun modo preparato per apparire in una luce favorevole al processo né commentò mai pubblicamente il procedimento e, con leccezione di un paio dinterviste che concederà ad aprile, fondamentalmente ne rispettò le consegne.

Il presidente cercherà di manovrare per ottenere unassoluzione piena; ad esempio prometterà al senatore dellOhio James Wilson Grimes che non avrebbe più interferito con gli sforzi di Ricostruzione adottati dalla maggioranza dei congressisti. Grimes riferirà quindi a un gruppo di moderati, molti dei quali votarono infine per lassoluzione, chegli credeva che il presidente avrebbe mantenuto la parola data. Johnson promise anche dinstallare lassai rispettato John Schofield in qualità di Segretario alla Guerra.

Il senatore del Kansas Edmund Gibson Ross ricevette assicurazioni sul fatto che le nuove carte costituzionali dinflueenza Radical ratificate nella Carolina del Sud e nellArkansas sarebbero state trasmesse al Congresso senza più frapporvi alcun indugio; unazione questultima che avrebbe dato a lui e agli altri senatori la copertura politica per eprimersi favorevolmente nella votazione per lassoluzione.

Uno dei motivi per cui molti senatori rimasero riluttanti davanti alla possibilità di rimuovere il presidente fu che il suo successore avrebbe dovuto essere stato in questo caso Benjamin Wade, il Presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti dAmerica; questi, un"anatra zoppa" che lascerà lincarico nei primi mesi del 1869, fu al tempo un Radical che sosteneva misure come il suffragio femminile, ponendosi così al di fuori di qualsiasi seppur pallida reale influenza politica in gran parte della nazione. Non da ultimo Wade venne visto anche come un ostacolo alle ambizioni di Grant.

Dopo lattivazione della propria opera di convincimento Johnson rimase fiducioso del risultato ancor prima del verdeto finale e nei giorni immediatamente precedenti alla votazione i giornali riferirono che Stevens e i suoi Radical avevano rinunziato al loro proposito. Il 16 maggio il Senato voterà il 16° articolo di messa in stato daccusa accusando il presidente daver licenziato Stanton in violazione del mandato della Tenure of Office of Act dopo che il Senato ne aveva già annullato la sospensione.

In 35 voteranno per la colpevolezza contro 19 innocentisti, venendo così a mancare per un solo voto la maggioranza dei 2/3 richiesta per la condanna ufficiale ai sensi della Costituzione; 7 senatori Repubblicani si espressero per lassoluzione. Con Stevens amaramente deluso dal risultato il Senato si aggiornò per la Convention nazionale Repubblicana delle elezioni presidenziali del 1868; Grant verrà scelto come candidato presidente.

Il Senato tornerà il 26 di maggio per votare il 2° e 3° articolo con lidentico risultato di 35 contro 19; di fronte a tal esito gli avversari di Johnson rinunziarono e respinsero la prosecuzione del procedimento. Stanton cedette il suo ufficio il 26 di maggio e laula senatoriale confermerà Schofield. Quando il presidente nominerà Stanberry per farlo ritornare alla sua precedente posizione di Procuratore generale - dopo averlo fedelmente servito come capo del gruppo difensivo - il Senato rifiuterà però di confermarlo.

Sia in quel momento sia più tardi verranno espresse accuse di corruzione palese la quale avrebbe dettato lesito processuale. Anche quando era ancora in corso il Rappresentante Butler fece iniziare lo svolgimento di unindagine, condusse audizioni controverse per rilasciare infine un rapporto, mai raccolto né controfirmato da nessun altro membro dellassemblea congressuale; Butler focalizzerà la propria attenzione sul "Astor House Group" con base a New York, presumibilmente guidato dal "boss politico" locale nonché giornalista Thurlow Weed.

Si fecero trapelare indiscrezoni secondo cui questorganizzazione avrebbe raccolto ingenti somme di denaro dagli interessi corporativistici derivati dalla produzione e smercio di whisky attraverso lavvocato di Cincinnati Charles Woolley con lintento esplicito di corrompere i sennatori e farli in tal maniera schierare a favore di Johnson. Butler giungerà al punto di imprigionare Woolley allinterno del Campidoglio quando egli si rifiuterà di rispondere alle domande, ma non riuscì mai a provare lavvenuta corruzione.

                                     

6.3. Messa in stato daccusa Conseguenze

Il voto finale mantenne il principio secondo cui il Congresso non avrebbe potuto rimuovere il presidente dalincarico semplicemente perché i suoi membri non si trovavano daccordo sulla politia da lui adottata, sullo stile e la maniera di amministrazione dellufficio; ma ciò non significò che il presidente conservasse integri tutte le sue prerogative e poteri di governo. Per il resto del suo mandato meno di un anno Johnson fu semplicemente una nullità senza alcuna influenza sulla politica pubblica.

Cercherà di mantenere limpegno preso di evitare qualsivoglia tipo dinterferenza sulla poliitca di Ricostruzione, ma a giugno porrà nuovamente il veto alla riammissione di certi Stati del Sud tutti con leccezione del Mississippi, del Texas e della Virginia sulla base del fatto che gli Atti di Ricostruzione erano incostituzionali. Lassemblea cogressuale non tarderà ad annullare anche questo veto, così come quello posto su una legge la quale avrebbe negato i voti dei Grandi elettori a quegli Stati che non erano ancora stati riorganizzati.

Il Congresso verrà aggiornato a luglio; sebbene avesse dato le disposizioni necessarie per una riconvocazione a settembre Johnson avrebbe di certo fatto di tutto per continuare a sfidare le sue politiche e pertanto non fu pi riconvocato fino a dopo le elezioni presidenziali del 1868.

                                     

7. Politica estera

Poco dopo aver assunto lincarico di presidente Johnson giunse a un accordo con il Segretario di Stato William H. Seward ful fatto che non vi sarebbe stato alcun cambiamento di rilievo nella conduzione della politica estera; nella pratica ciò significò che Seward avrebbe continuato a gestire le cose esattamente nel modo in cui aveva già precedentemente fatto durante la presidenza di Abraham Lincoln. Seward e Abraham Lincoln erano stati rivali per la nomina nelle elezioni presidenziali del 1860; il vincitore sperava che Seward gli succedesse come presidente nel 1869.

                                     

7.1. Politica estera Relazioni con il Secondo impero francese: Messico

Allepoca dellingresso di Johnson si verificò lintervento francese in Messico con invio consistente di truppe; mentre molti politici si erano lasciati andare a dichiarazioni estremamente bellicose - facendo udire un tintinnio di sciabole - sulla questione messicana Seward preferì intraprendere invece unoperazione di tranquilla diplomazia, avvertendo i francesi attraverso i canali diplomatici che la loro presenza in Messico non era né gradita né tantomeno accettabile.

Sebbene il presidente preferisse un approccio più aggressivo Seward riuscirà a persuaderlo a seguire il suo esempio; nellaprile del 1866 il governo francese infine informò Seward che le sue truppe sarebbero state portate a casa gradualmente, il tutto per concludersi entro il novembre del 1867.

                                     

7.2. Politica estera Relazioni con limpero russo: Alaska

Seward si rivelò essere un deciso espansionista e pertanto cercherà sempre nuove opportunità per conquistare nuovi territori. Nel 1867 il governo dellimpero russo vide la sua colonia nordamericana lAmerica russa, corrispondente allodierna Alaska come una responsabilità finanziaria notevole e temette di perderne sempre più il controllo con larrivo degli insediamenti americani. Incaricò pertanto il suo ministro a Washington, il barone Eduard de Stoeckl, di negoziare una vendita.

De Stoeckl lo fece abilmente, portando Seward ad aumentare la sua offerta da 5 milioni di dollari per coincidenza, il minimo su cui che la Russia aveva istruito de Stoeckl ad accettare a 7 milioni; poi riuscirà anche a ottenere unaggiunta di 200.000 dollari, sollevando varie obiezioni nazionali. Questa somma di equivale a 123 milioni in termini attuali. Il 30 marzo del 1867 de Stoeckl e Seward firmarono il trattato, lavorando rapidamente mentre il Senato stava per aggiornarsi.

Johnson e il suo ministro porteranno quindi il documento già firmato allufficio del Presidente della Camera solo per sentirsi rispondere che non cera tempo sufficiente per occuparsi della questione prima dellaggiornamento. Il presidente allora convocherà il Senato per una sesione speciale il 1° di aprile; laccordo potrà così venire approvato con 37 voti favorevoli contro 2.

                                     

7.3. Politica estera Altro

Incoraggiato dal questo successo Seward cercherà anche altre acquisizioni altrove. Il suo unico successo fu la conquista di una pretesa americana sulla disabitata isola di Wake nel bel mezzo dellOceano Pacifico, che sarebbe stata dichiarata ufficialmente appartenente agli Stati Uniti dAmerica solo nel 1898. Si avvicinò alle Indie occidentali danesi quando la Danimarca accettò di vendere e la popolazione locale approvò il trasferimento in un plebiscito; ma il Senato non votò mai questo trattato il quale giunse pertanto alla sua scadenza naturale.

Un altro tentativo di trattato che finirà con un nulla di fatto sarà la "convenzione di Johnson-Clarendon", negoziata in accordo con l"Alabama Claims", per i danni subiti dalle spedizioni navali dellUnione da parte di razziatori della marina confederata di costruzione britannica. Negoziato dallambasciatore nel Regno Unito - lex senatore del Maryland Reverdy Johnson - verso la fine del 1868 rimarrà del tutto ignorato dal Senato durante il resto del mandato del presidente.

Laccordo verrà respinto dopo che egli lasciò lincarico e lamministrazione della presidenza di Ulysses S. Grant in seguito avrà il merito di negoziare termini notevolmente migliori con il governo di Sua Maestà.

                                     

8. Elezioni presidenziali del 1868 e transizione

Il comandante generale dellesercito statunitense Ulysses S. Grant emergerà come il più probabile candidato presidenziale Repubblicano durante i 2 anni precedenti lelezione; sebbene avesse accettato di sostituire Edwin McMasters Stanton in qualità di Segretario alla Guerra, si separerà con decisione da Johnson per quanto riguardava sia la Ricostruzione da adottare sia altre problematiche.

Il sostegno dato a Grant sarà talmente forte che molti membri dellAssemblea congressuale saranno riluttanti a mettere in difficoltà il presidente a causa del timore che questi potesse impedisse alleroe di guerra di entrare in lizza; la Convention nazionale lo sceglierà infine allunanimità, affiancandogli il Presidente della Camera Schuyler Colfax. A causa dellincapacità del Congresso di condannare Johnson la piattaforma programmatica non approverà il suffragio universale maschile.

Avendo fallito nel tentativo di costruire una propria personale formazione politica nel luglio del 1868 il presidente incumbent cercherà la nomina da parte della Convention nazionale Democratico svoltasi a New York; rimarrà assai popolare tra i bianchi del Sud e anzi riuscirà ad accrescere ancor più nella stima meridonale facendo pubblicare - proprio poco prima della Convention - un "pardon" ufficiale il quale poneva fine alla possibilità di intentare dei procedimenti penali contro qualsiasi confederato non già incriminato, con la conseguenza che solo Jefferson Davis e pochi altri avrebbero potuto ancora essere processati.

Al 1º scrutinio, Johnson si trovava in 2ª posizione subito dietro lex membro della Camera dei Rappresentanti per lOhio George Hunt Pendleton, che era già stato il suo avversario Democratico per la Vicepresidenza alle elezioni presidenziali del 1864. Il sostegno nei suoi confronti proveniva principalmente dal Sud, ma questo cadde mentre le schede passavano al vaglio dei delegati.

Al 22° ballottaggio lex governatore di New York Horatio Seymour verrà nominato, mentre il presidente uscente ricevette in tutto solamente 3 suffragi e tutti provenienti dal suo Stato di nascita, il Tennessee; il sostegno più forte a Seymour è venuto dai banchieri e dai finanzieri del Nord che si sono opposti fortemente a Pendleton e hanno favorito ladozione del sistema aureo.

Per la carica Vicepresidenziale sceglieranno Frank P. Blair Jr., che prometteva di usare lesercito per distruggere i governi Repubblicani del Sud che, disse, erano guidati da una razza di zingari bianchi e negri semi-barbari i quali non cercavano altro che di sottoporre le donne bianche al loro desiderio sfrenato di lussuria ".

La piattaforma abbracciò idealmente la presidenza di Johnson, ringraziandolo per i suoi sforzi patriottici nel resistere alle aggressioni del Congresso sui diritti costituzionali degli Stati e del popolo ". Ma questi rimase comunque notevolmente amareggiato dal risultato tanto che alcuni dei suoi più accesi sostenitori suggerirono la formazione di un 3° Partito nazionale.

Gli agenti più vicini a Seymour cercarono attivamente lappoggio presidenziale, anche se egli rimase a lungo in silenzio nei riguardi della campagna elettorale; fino a ottobre inoltrato, con il voto già avvenuto in alcuni Stati, menzionò esplicitamente il candidato Democratico davanti a un pubblico, ma nonostante ciò non lo sostenne mai.

Grant vinse prendendo il 52.7% del voto popolare e 214 dei 294 Grandi elettori; la tornata elettorale vedrà una nuova ondata di violenza attraversare lintero Sud, mentre il Ku Klux Klan e altri gruppi affini al terrorismo cercheranno ancora una volta di sopprimere il voto nero. Seymour vinse la Georgia e la Louisiana, ma i restanti ex stati confederati che erano stati restaurati nellUnione andarono a Grant. Questultimo portava con sé anche la maggior parte degli stati del Nord, anche se Seymour vinse il proprio Stato di New York.

Johnson ebbe motivo per rammaricarsene, in parte a causa del loro acceso contrasto scoppiato a seguito dell"affare Stanton". Nel suo messaggio annuale tenutosi a dicembre sollecitò labrogazione della Tenure of Office Act e dichiarò ai legislatori che se avessero ammesso i loro colleghi del Sud a partire dal 1865 tutto si sarebbe risolto per il meglio.

Il giorno di Natale emise unultima amnistia, concedendo così la copertura a tutti incluso Jefferson Davis; nei suoi ultimi mesi di ufficio approvò le dovute condanne per i "crimini di guerra", tra cui quella assegnata al dottor Samuel Mudd, giudicato colpevole - seppur in una modalità di fatti alquanto controversa - per il coinvolgimento nellassassinio di Abraham Lincoln aveva aggiustato la gamba rotta di John Wilkes Booth e imprigionato a Fort Jefferson Florida in Dry Tortugas.

A febbraio il Congresso degli Stati Uniti dAmerica approverà il XV emendamento. Il 3 di marzo seguente ospitò un grande ricevimento pubblico nel suo ultimo giorno intero in carica. Grant aveva fatto sapere che non era disposto a entrare nello stesso Landò di Johnson, come era consuetudine alla cerimonia dinsediamento del presidente degli Stati Uniti dAmerica; egli si rifiuterà pertanto di prendere parte allinaugurazione del successore.

Nonostante uno sforzo dellultimo minuto condotto dal Segretario di Stato William Seward per sollecitare un cambiamento di mentalità, trascorse la mattinata del 4 marzo concludendo gli affari dellultimo minuto e poco dopo lo scoccare del mezzogiorno lasciò definitivamente la Casa Bianca. Cominciava così la presidenza di Ulysses S. Grant.

                                     

9. Giudizi storici e eredità

Secondo Castel "gli storici della presidenza di Johnson tendevano a concentrarsi sullesclusione di praticamente tutto il resto tranne che il suo ruolo in quellevento titanico che fu rappresentato dallEra della Ricostruzione".

Durante il resto del XIX secolo vi saranno assai poche valutazioni storiche di Johnson e della sua presidenza. Le memorie dei Nordisti che avevano avuto a che fare con lui, come il Vicepresidente Henry Wilson e il senatore del Maine James Blaine, lo dipinsero come un ostinato borghese che tentò di favorire il Sud nella Ricostruzione, ma che rimase frustrato dallopposizione congressuale.

Secondo lo storico Howard K. Beale nel suo articolo di giornale sulla storiografia della Ricostruzione: "gli uomini del dopoguerra erano più preoccupati di giustificare la propria posizione di quanto non fossero davanti alla scrupolosa ricerca della verità." Lo storico e deputato dellAlabama Hilary Herbert e i suoi collaboratori hanno presentato unaccusa del Sud sulle politiche del Nord, tanto che la storia politica di H. Wilson è stata relativamente breve".

La svolta del XX secolo ha visto le prime valutazioni storiche significative di Johnson. A guidare londata è stato lo storico vincitore del premio Pulitzer James Ford Rhodes, che ha scritto dellex presidente:

Rodhes attribuì le colpe di Johnson alle sue debolezze personali e lo incolpò per i problemi del Sud postbellico. Altri storici dellinizio del XX secolo come John William Burgess, Thomas Woodrow Wilson che in seguito divenne a sua volta presidente e William Archibald Dunning - tutti meridionali - concordarono con Rhodes, credendo che Johnson fosse imperfetto e politicamente inetto, ma concludendo che aveva cercato di portare a termine i piani di Abraham Lincoln per il Sud sostanzialmente in buona fede.

Lautore e giornalista Jay Tolson suggerisce che Wilson descrive la Ricostruzione come un programma vendicativo che ferisce anche i Sudisti pentiti mentre avvantaggia gli opportunisti settentrionali, i cosiddetti Carpetbagger, oltre ai cinici meridionali bianchi, o Scalawag, che hanno sfruttato le alleanze con i neri per ottenerne un guadagno politico ".

Mentre Rhodes e la sua scuola scrivevano, anche un altro gruppo di storici la cosiddetta Dunning School si stava preparando alla completa riabilitazione di Johnson, usando per la prima volta fonti primarie come le sue carte, fornite dalla figlia Martha prima della sua morte avvenuta nel 1901, assieme ai Diari dellex segretario alla Marina degli Stati Uniti dAmerica, Gideon Welles, i quali verranno pubblicati per la prima volta nel 1911".

I volumi risultanti, come The Impeachment and Trial of President Andrew Johnson 1903 di David Miller De Witt, lo presentarono molto più favorevolmente di quelli che avevano cercato di condannarlo senza alcuna attenuante. Nella History of the Reconstruction Period di James Schouler lautore ha accusato Rhodes di essere del tutto ingiusto nei confronti di Johnson ", pur ammettendo che lex presidente si era creato da solo molti dei suoi problemi attraverso mosse politiche da parfetto inetto.

Questi lavori hanno avuto un loro effetto; sebbene gli storici continuassero a considerare Johnson come un profondo incapace che ha sabotato la sua presidenza grazie ai molteplici difetti, hanno visto le sue politiche di Ricostruzione fondamentalmente corrette. Una serie di biografie molto favorevoli uscite tra la fine degli anni 1920 e linizio degli anni 1930 che glorificarono Johnson e condannarono i suoi nemici non fece che accelerare questa tendenza.

Beale si chiese nel 1940 non è il momento di studiare la storia della Ricostruzione senza aver prima assunto, almeno inconsciamente, che i "carpetbaggers" e i Repubblicani bianchi meridionali fossero malvagi, che i neri fossero degli analfabeti incompetenti e che lintero Profondo Sud bianco fosse debitore e grato ai restauratori della "supremazia del potere bianco"?

Nonostante questi dubbi la visione favorevole di Johnson sopravvisse per qualche tempo. Nel 1942 Van Heflin interpretò lex presidente come un combattente per la Democrazia nel film di Hollywood intitolato Tennessee Johnson. Nel 1948 un sondaggio dopinione fatto svolgere da Arthur Schlesinger Sr. lo ritenne tra i presidenti di media caratura; nel 1956 un altro di Clinton L. Rossiter lo nominò come uno dei dirigenti esecutivi quasi alla vetta della classifica.

Eric Foner nota che al momento di questi sondaggi lEra della Ricostruzione che seguì la guerra civile fu considerata come un periodo di corruzione e di malgoverno causato soprattutto dal riconoscimento del diritto di voto ai neri ". Gli storici precedenti, incluso Beale, ritenevano che il denaro guidasse gli eventi e avesse visto la Ricostruzione innanzitutto come una lotta economica opportnistica; hanno anche accettato, per la maggior parte, che la riconciliazione tra Nord e Sud avrebbe invece dovuto essere la priorità assoluta.

Negli anni 1950 la storiografia iniziò a concentrarsi sulla centralità dellesperienza afroamericana il "Neoabolizionismo"; rifiutarono pertanto completamente ogni pretesa di inferiorità nera, che aveva segnato molte precedenti opere storiche, e vide il Movimento per i diritti civili degli afroamericani in via di sviluppo come una seconda Ricostruzione; alcuni scrittori hanno dichiarato che speravano che il loro lavoro sullera postbellica avrebbe aiutato a portare avanti la causa dei diritti civili.

Questi autori simpatizzarono con i Repubblicani Radical per il loro desiderio di aiutare lafroamericano e considerarono Johnson insensibile nei confronti del liberto. In un certo numero di lavori dal 1956 in poi di storici come Fawn McKay Brodie, lex presidente fu dipinto come un sabotatore di successo degli sforzi per migliorare il destino del liberto. Questi volumi includevano importanti biografie di Thaddeus Stevens e Edwin McMasters Stanton. La Ricostruzione fu sempre più vista come uno sforzo nobile per integrare gli schiavi liberati nella società produttiva.

Allinizio del XXI secolo Johnson è tra quelli comunemente menzionati come i peggiori presidenti di tutti i tempi. Secondo Glenn W. Lafantasie, che ritiene la presidenza di James Buchanan la peggiore in assoluto, Johnson è un dei favoriti a piazzarsi nel fondo a causa del suo Impeachment. il suo completo maltrattamento della politica di Ricostruzione. la sua personalità irruenta e il suo enorme senso di importanza personale, quasi al limite della patologia ". Tolson suggerisce che Johnson è ai giorni nostri disprezzato per aver resistito alle politiche radicali repubblicane volte a garantire i diritti e il benessere degli afroamericani appena emancipati ".

Gordon-Reed nota che Johnson, insieme ai suoi contemporanei Franklin Pierce e Buchanan, sono generalmente elencati tra i 5 peggiori presidenti, ma afferma che non ci sono mai stati momenti più difficili nella vita di questa nazione. I problemi che questi uomini dovevano affrontare erano enormi e solamente la difficoltà insita nella successione alla presidenza di Abraham Lincoln può render loro pienamente guistizia ".

Trefousse ritiene che leredità di Johnson sia il mantenimento della supremazia bianca; la sua spinta verso i conservatori del Sud che minavano la Ricostruzione fu leredità lasciata alla nazione, un individuo che avrebbe procurato un sacco di guai al paese ancora per le generazioni a venire ". Gordon-Reed afferma:

Nel 2002 lo storico Castel ha preso una posizione severa nei riguardi della visione della presidenza di Johnson, dicendo che egli ha sofferto di gravi difetti sia di mente sia di carattere "; secondo lui mancava nettamente di flessibilità e abilità e ha preso decisioni affrettate senza ancuna lungimiranza. Castel ha detto anche che la presidenza di Johnson è fallita perché era un Democratico che guidava un governo controllato dai Repubblicani del Nord.

Dal momento che Johnson non è stato eletto Presidente non ha neppure mai avuto lautorità politica e morale necessaria sul Congresso. Johnson non si rese mai conto che la guerra civile era in realtà unautentica 2° Rivoluzione e che il potere federale aveva oramai soppiantato i diritti di autonomia degli Stati federati. Inoltre Johnson riteneva che i neri fossero inferiori costituzionalmente ai bianchi americani, una visione comune per la maggior parte di loro durante la sua presidenza. Sebbene avesse ottenuto il più alto incarico si dimostrò completamente incapace di usarlo in modo efficace e vantaggioso ".