ⓘ Piero di Cosimo

                                     

ⓘ Piero di Cosimo

L8 dicembre 1515 gli vengono pagati 58 fiorini per lavori di addobbi eseguiti in occasione della visita a Firenze, il 20 novembre, di papa Leone X.

La Liberazione di Andromeda, agli Uffizi, è da alcuni indicata come la sua ultima opera, anche se studi più recenti la datano al 1510 o 1513. Scrisse Vasari: "…un quadro di figure piccole, quando Perseo libera Andromeda dal mostro, che vè dentro certe cose bellissime… non fece mai Piero la più vaga pittura né la meglio finita di questa, atteso che non è possibile veder la più bizzarra orca marina né la più capricciosa di quella che si immaginò di dipignere Piero con la più fiera attitudine di Perseo, che in aria la percuote con la spada; quivi fra l timore e la speranza si vede legata Andromeda, di volto bellissima, e qua inanzi molte genti con diversi abiti strani sonando e cantando, ove sono certe teste che ridono e si rallegrano di vedere liberata Andromeda, che sono divine; il paese è bellissimo et un colorito dolce e grazioso, e quanto si può unire e sfumare colori, condusse questa opera con estrema diligenza".

Vasari riporta come data della morte il 1521: "Laonde per sì strane sue fantasie vivendo stranamente si condusse a tale, che una mattina fu trovato morto appiè duna scala, lanno MDXXI; et in San Pier Maggiore gli fu dato sepoltura". In realtà documenti contemporanei ricordano lartista morto di peste il 12 aprile 1522.

                                     

1. Ingegno astratto e difforme…

Piero di Cosimo fu un artista insolito, ricercato, originale, che stupisce ancora oggi per lirrequietezza e la libertà dinvenzione fantastica. Il suo contributo nel panorama artistico dellepoca è una nota dissonante e, proprio per questo, di grande fascino.

Nella sua pittura si colgono rimandi culturali eterogenei, che vanno dal nitore dei Primitivi fiamminghi, alla carica espressiva di Leonardo, fino allinstabilità nervosa di Filippino Lippi. Tale eclettismo ne fa un outsider, da sempre in bilico tra nostalgici ritorni al passato e slanci improvvisi verso il manierismo. Vasari si dilungò a raccontare la sua singolare personalità, definendolo "Ingegno astratto e difforme".

"Costui era qualche volta tanto intento a quello che faceva, che ragionando di qualche cosa, come suole avvenire, nel fine del ragionamento, bisognava rifarsi da capo a racontargnene, essendo ito col cervello ad unaltra sua fantasia. Et era similmente tanto amico de la solitudine, che non aveva piacere, se non quando pensoso da sé solo poteva andarsene fantasticando e fare suoi castelli in aria.

Egli del continuo stava rinchiuso, e non si lasciava veder lavorare, e teneva una vita da uomo più tosto bestiale che umano. Non voleva che le stanze si spazzassino, voleva mangiare allora che la fame veniva, e non voleva che si zappasse o potasse i frutti dellorto, anzi lasciava crescere le viti et andare i tralci per terra, et i fichi non si potavono mai, né gli altri alberi, anzi si contentava veder salvatico ogni cosa come la sua natura, allegando che le cose dessa natura bisogna lassarle custodire a lei senza farvi altro. Recavasi spesso a vedere o animali o erbe o qualche cosa, che la natura fa per istranezza et accaso di molte volte; ne aveva un contento et una satisfazione che lo furava tutto a sé stesso. E replicavalo ne suoi ragionamenti tante volte, che veniva talvolta, ancor che è se navesse piacere, a fastidio. Fermavasi tallora a considerare un muro, dove lungamente fusse stato sputato da persone malate ne cavava le battaglie de cavagli le più fantastiche città e più gran paesi che si vedesse mai; simil faceva de nuvoli de laria. Diede opera al colorire a olio, avendo visto certe cose di Lionardo fumeggiate e finite con quella diligenza estrema, che soleva Lionardo quando è voleva mostrar larte, e così Piero piacendoli quel modo cercava imitarlo, quantunque egli fusse poi molto lontano da Lionardo e da laltre maniere assai stravagante: perché bene si può dire che è la mutasse quasi a ciò che faceva. se Piero non fusse stato tanto astratto et avesse tenuto più conto di sé nella vita che egli non fece, arebbe fatto conoscere il grande ingegno che egli aveva, di maniera che sarebbe stato adorato, dove egli per la bestialità sua fu più tosto tenuto pazzo, ancora che egli non facesse male se non a sé solo nella fine e benefizio et utile con le opere a larte sua.

E nel vero si conosce in quel che si vede di suo uno spirito molto vario et astratto dagli altri, e con certa sottilità nello investigare certe sottigliezze della natura, che penetrano, senza guardare a tempo o fatiche, solo per suo diletto e per il piacere dellarte; e non poteva già essere altrimenti perché innamorato di lei, non curava de suoi comodi e si riduceva a mangiar continuamente ovva sode che per rispiarmare il fuoco, le coceva quando faceva bollir la colla; e non sei, o otto per volta, ma una cinquantina, e tenendole in una sporta, le consumava a poco a poco. Nella quale vita così strattamente godeva, che laltre appetto alla sua gli parevano servitù. Aveva a noia il piagner de putti, il tossir de gli uomini, il suono delle campane, il cantar de frati; e quando diluviava il cielo dacqua, aveva piacere di veder rovinarla a piombo da tetti e stritolarsi per terra. Aveva paura grandissima de le saette, e quando è tonava straordinariamente, si inviluppava nel mantello e serrato le finestre e luscio della camera, si recava in un cantone finché passasse la furia. Nel suo ragionamento era tanto diverso e vario, che qualche volta diceva sì belle cose che faceva crepar dalle risa altrui …

Non voleva che i garzoni gli stessino intorno, di maniera che ogni aiuto per la sua bestialità gli era venuto meno. Venivagli voglia di lavorare e per il parletico non poteva. Et entrava in tanta collera che voleva sgarare le mani, che stessino ferme, e mentre che è borbotava, o gli cadeva la mazza da poggiare, o veramente i pennelli, che era una compassione. Adiravasi con le mosche, e gli dava noia infino a lombra; e così ammalatosi di vecchiaia e visitato pure da qualche amico, era pregato che dovesse acconciarsi con Dio. Ma non li pareva avere a morire, e tratteneva altrui doggi in domane. Non che è non fussi buono e non avessi fede, ché era zelantissimo, ancora che nella vita fusse bestiale. Ragionava qualche volta de tormenti che per i mali fanno distruggere i corpi e quanto stento patisce chi consumando gli spiriti a poco a poco si muore, il che è una gran miseria. Diceva male de medici, degli speziali e di coloro che guardano gli ammalati, e che gli fanno morire di fame; oltra i tormenti degli sciloppi, medicine, cristieri et altri martorii, come il non essere lasciato dormire, quando tu hai sonno, il fare testamento, il veder piagnere i parenti e lo stare in camera al buio; e lodava la giustizia, che era così bella cosa landare la morte; e che si vedeva tanta aria e tanto popolo, che tu eri confortato con i confetti e con le buone parole; avevi il prete et il popolo, che pregava per te; e che andavi con gli Angeli in paradiso; che aveva una gran sorte, chi nusciva a un tratto. E faceva discorsi e tirava le cose a più strani sensi che si potesse udire." Vasari

Il Pudelko ha cercato di dare una interpretazione al comportamento di Piero che vada oltre la pura bizzarria o peggio la "bestialità" attribuitagli dal Vasari, noto "uomo dordine": "Unangoscia quasi morbosa, un evitare tutto ciò che è normale, per non sfuggire ma impossessarsi dellessenza delle cose; unistintiva simpatia per le curiosità le stranezze, perdendovisi come in un gioco; un bisogno eroico di indipendenza da ogni ordine sociale, mascherandola con una vita da bohémien, con la ricerca delloriginalità a ogni costo, attraverso una specie di buffoneria: la passionalità di un rivoluzionario ossessionato dalle proprie idee, dalla ricerca di rimedi mistici e magici per migliorare il mondo. Ogni grande arte è rivoluzionaria, ma a Piero di Cosimo importa soprattutto una vita rivoluzionaria, anche se talvolta espressa in modo bizzarro. Cerca una primitività dellesistenza che sia una ribellione e una fuga dal proprio tempo. Lodio contro lestremo formalismo duna società estenuata che, anche alla corte di Lorenzo de Medici, si compiaceva di speculazioni misticheggianti, di intellettualismi umanistici e di abbandoni retorici a romantiche civetterie naturalistiche, gli ispira unappassionata nostalgia per lintatta originalità e la selvaggia forza della natura. Estraneo ai romanticismi piagnucolosi, vi è in lui un senso primordiale del cosmo, alle cui eterne leggi della vita e della morte egli sente di aderire. E oscilla come tutti fra unorgiastica volontà di vita e unansia profonda di morte, che assumerà forme quasi paranoiche e alla fine anche il carattere di unautentica mania di persecuzione".

                                     

2. Itinerario critico

Allievo di Cosimo Rosselli, non ne subisce influssi; i suoi prestiti iniziali gli vengono da Filippino Lippi, da Domenico Ghirlandaio e da Luca Signorelli, poi da Leonardo deriva il delicato luminismo e i valori atmosferici, ma resta pittore originale per la grande fantasia e la capacità analitica che lo avvicinano ai fiamminghi e gli fanno rifiutare lastrazione delle rappresentazioni fondate sul disegno, privilegiando, allopposto di Botticelli, la concretezza dellimmagine fondata sui valori cromatici, come un veneziano.

"Attraverso lo studio della pittura dei Paesi Bassi perviene a una finezza di dettagli che nessun altro fiorentino ha mai raggiunto. È forse uno dei quadri più caratteristici del periodo giovanile del pittore… ogni ruga, ogni peluzzo del volto e delle mani dei due santi seduti in primo piano, perfettamente caratterizzati, furono eseguiti con una cura e un amore che meravigliano in un fiorentino. È mirabile che la disposizione di Piero al dato sensibile sia così vicina a quella dei nordici… Le due donne si fissano negli occhi, come nella consapevolezza del destino che le attende… e mentre Maria, in atto di saluto e per placare lemozione dellaltra, pone la mano sinistra sulla spalla della vecchia Elisabetta, questa alza la mano, meravigliata che la Madre del Signore sia venuta da lei… sono legate in modo strettissimo, esprimendo partecipazione interiore e un calmo abbandono al loro destino. Psicologicamente, è la più bella Visitazione mai dipinta a Firenze." Knapp

Nella Madonna col Bambino e angeli, della Collezione veneziana Cini, databile intorno al 1507, "punta a una nitida messa a fuoco dellimmagine figurativa, ottenendola per via di lume e di chiaroscuro, razionalizzando cioè alla fiorentina quegli spunti che …si trovan presenti nel Trittico Portinari di Hugo van der Goes … Piero sa raggiungere … quelleffetto di immagini allaria aperta che il suo autentico lirismo vivifica di un sapore agreste e meteorologico, dove la luce più o meno intensa e cristallina, i prati, le rocce e gli alberi – ora scarni, ora umidi, ora verdissimi – fanno subito penetrare in un clima che di volta in volta è primaverile, autunnale, gelido … il timbro, quasi elegiaco, di pomeriggio inoltrato, è quello che nasce per effetto della luce di imminente declino dalla quale lAngelo musicante è investito in pieno e da cui le altre figure sono gradatamente delucidate…" Zeri

"Come conciliare lesattezza significante dei minimi oggetti.con la prospettiva che tutto ragguaglia, con lantico che scoraggia con la sua autorità lesperienza attuale e diretta del mondo?. si tratta di trovare una via di mezzo, che allenti il rigore prospettico e permetta di variare la messa a fuoco degli oggetti, ma nello stesso tempo dia alla presenza degli oggetti sicura consistenza spaziale. Il ritratto di Simonetta Vespucci e quello di Giuliano di Sangallo rappresentano bene i dati estremi del problema: lineare, pieno di simbolismo sottile, fiorentino nellacredine puntigliosa del segno e del colore, lirico come un sonetto del Poliziano o di Lorenzo, il primo; nuovissimo nella messa a fuoco che lega la figura allo spazio e dà un significato spaziale perfino alle penne sul davanzale, il secondo. Ma il nuovo elemento di coesione spaziale è il veicolo atmosferico e luminoso: Piero di Cosimo ha capito che la soluzione più giusta.lha ormai trovata Leonardo.

Il secondo problema, dellantico, è più complesso e Piero lo risolve in modo originale rinunciando allautorità, ma non al fascino dellantico. Con unintuizione che negli stessi anni si fa strada anche nella cultura veneta, non cerca più la filosofia, né la storia, ma la poesia dellantico. Nascono così, quasi a contrasto con il classicismo storico che va affermandosi a Roma, le elegie mitografiche, per lo più ispirate a Ovidio. Procri morta, ma ancora tiepida e rosea nelle carni morbide, fa pensare a quelle fanciulle che talvolta si ritrovavano intatte e come dormienti negli antichi sarcofagi: e si gridava al miracolo. Ma al di là del corpo spirante, del fauno contrito, della sagoma nera del cane triste, il paesaggio dilegua in trasparenze di acque e vapori di cielo. Lantico non è più la grande lezione storico – naturalistica, che insegna a vivere nella piena coscienza di sé e del mondo: è la nostalgia di un mito dissolto e di un tempo perduto, sentimento della morte.” Argan.

Col suo tono elegiaco, il trattamento che Piero riserva alle bestie ibride satiri nelle Scene di caccia di New York è lontanissimo dalle rappresentazioni decisamente più dispregiative che erano state riservate a queste creature dalla tradizione visiva del Rinascimento italiano. La rappresentazione compassionevole di un satiro da parte di Piero trova invece paralleli sorprendenti a Nord delle Alpi, nei dipinti e negli esempi grafici di grandi maestri tedeschi come Albrecht Dürer. Il satiro inginocchiato è la compassione incarnata, totalmente umano nella profondità e sincerità del suo dolore nonostante lapparenza metà uomo e metà bestia; scosta dolcemente la ciocca di capelli dalla fronte della ninfa le tocca la spalla quasi a volerla svegliare. La forma della tavola e la disposizione delle figure rinvia a quella con Venere, Marte e Cupido della Gemäldegalerie di Berlino, che il Vasari custodiva nella sua collezione. Tuttavia manca nella tavola londinese il solido collegamento presente nella tavola di Berlino con la tradizione di Lucrezio o Marsilio Ficino: la tavola di Londra sfugge allidentificazione con un riferimento testuale specifico. La storia si ricollega alla Morte di Procri, narrata nelle Metamorfosi di Ovidio, in un racconto tragico e moraleggiante in cui la ninfa viene uccisa per errore dal consorte Cefalo, principe di Atene, a cui ella aveva donato una lancia magica per la caccia, che non falliva mai il bersaglio. Nella tavola di Piero la lancia è assente e il cane marrone col capo chino in segno di lutto non dovrebbe esserci, in quanto Lelapo, segugio che Procri aveva donato al marito era stato pietrificato in un precedente episodio, sempre narrato da Ovidio. Inoltre nel racconto ovidiano non è un satiro che scopre la ninfa, ma è lo stesso Cefalo. Un satiro ha un ruolo importante in unaltra opera teatrale, 1468 di Niccolò da Correggio, che tratta analogo tema, tuttavia non è un personaggio compassionevole, ma impiccione. Quindi in questo caso Piero non illustra un mito antico specifico o una sua variante contemporanea conosciuta, ma libera la fantasia per reinterpretare una istoria alla luce delle sue consuete fantasie secolari, trasformandola in una personalissima invenzione.

                                     

3. Opere

Nessunopera di Piero è firmata né datata: esse vengono elencate in un presuntivo ordine cronologico, dal 1480 al 1521.

  • Madonna col Bambino e i santi Lazzaro e Sebastiano, tempera su tavola, 166x125 cm, Montevettolini, chiesa dei Santi Michele e Lorenzo
  • Madonna col Bambino tra angeli, san Giovannino e Maria Maddalena, 1485 circa, tempera su tavola, Strasburgo, Musée des Beaux-Arts
  • Pala Del Pugliese, 1485-1490 circa, tempera su tavola, 166, 5x113 cm, Saint Louis Missouri, City Art Museum
  • Predella: Bruciamento dei libri degli Albigesi, tempera su tavola, 23.5x39.5 cm, San Giovannino e Gesù Bambino, tempera su tavola, 23.5x39.5 cm, San Nicola abbatte gli idoli, tempera su tavola, 23.5x39.5 cm
  • San Giovanni Evangelista a Patmos, 1485-1490 circa, olio su tavola, 92x77.5 cm, Praga, Národní Galerie
  • Madonna col Bambino in trono e i santi Onofrio e Agostino, 1480 circa, tempera su tavola, 205x174 cm, Newark, The Alana Collection
  • Madonna col Bambino, 1485-1490 circa, olio su tavola, 83x65 cm, Stoccolma, collezioni reali
  • Paesaggio, parte della Predica di Cristo e guarigione del lebbroso di Cosimo Rosselli, affresco, Città del Vaticano, Cappella Sistina
  • San Giovannino, 1480 circa, tempera su tavola, 28x23 cm, New York, Metropolitan Museum
  • Madonna col Bambino e i santi Onofrio e Agostino, tempera su tavola, 205x175 cm, Rennaz Svizzera, collezione privata
  • Madonna col Bambino, tempera su tavola, 49x38 cm, Firenze, collezione privata
  • Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra, 1480 circa, tempera su tavola, 57x42 cm, Chantilly, Musée Condé
  • Incendio nella foresta, olio su tavola, 71x203 cm, Oxford, Ashmolean Museum
  • Tritoni e nereidi con satiri e ittiocentauri, olio su tavola, 37x158 cm, Milano, collezione Altomani
  • San Girolamo in meditazione, 1495-1500 circa, tondo, olio su tavola, diam. 74 cm, Firenze, Museo Horne
  • Adorazione del Bambino, 1500 circa, olio su tavola, tondo, diam. 146 cm, Budapest, Szépművészeti Múzeum
  • Sacra Conversazione Del Pugliese, 1493, olio su tavola, 203x197 cm, Firenze, Galleria dello Spedale degli Innocenti
  • Tritoni e nereidi con satiri, olio su tavola, 37x158 cm, Washington, Collezione Blanton Freedberg
  • Venere, Marte e Amore, 1490 circa, olio su tavola, 72x182 cm, Berlino, Gemäldegalerie
  • San Giovanni Evangelista, 1490-1495 circa, olio su tavola, 83x59 cm, Honolulu, Academy of Fine Arts
  • Visitazione con i santi Nicola di Bari e Antonio Abate, 1490 circa, olio su tavola, 184x189 cm, Washington, National Gallery of Art
  • Sacra Famiglia e angeli, tondo, olio su tavola, diam. 165 cm, Dresda, Gemäldegalerie
  • Allegoria, 1500 circa, olio su tavola, 56x45 cm, Washington, National Gallery of Art
  • Madonna della Colomba, 1490 circa, olio su tavola, 87x58 cm, Parigi, Louvre
  • Ritratto di giovane, 1500 circa, olio su tavola, 40.5×38.7 cm, Londra, Dulwich Picture Gallery
  • Santa Maria Maddalena, 1490-1495 circa, tempera su tavola, 72x53 cm, Roma, Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Palazzo Barberini
  • Ritorno dalla caccia, olio su tavola, 71x169 cm, New York, Metropolitan Museum
  • Adorazione del Bambino, 1490-1500 circa, tondo, olio su tavola, diam. 160 cm, Toledo, Toledo Museum of Art
  • Morte di Procri, 1495 circa, olio su tavola, 65x183 cm, Londra, National Gallery
  • Dittico con Ritratto di Giuliano da Sangallo, 1500 circa, olio su tavola, 47.5x33.5 cm, e Ritratto di Francesco Giamberti, 1500 circa, olio su tavola, 47.5x33.5 cm, Amsterdam, Rijksmuseum
  • Caccia primitiva, olio su tavola, 71x168 cm, New York, Metropolitan Museum
  • Storie dellumanità primitiva, 1500-1505 circa
  • Ritrovamento di Vulcano, olio su tela, 155x174 cm, Hartford, Connecticut, Wadsworth Atheneum
  • Battaglia tra Centauri e Lapiti, olio su tavola, 71x260 cm, Londra, National Gallery
  • Madonna col Bambino, San Giovannino, Girolamo e Bernardo di Chiaravalle, 1495 circa, olio su tavola, tondo, diam. 93 cm, Strasburgo, Musée des Beaux-Arts
  • Vulcano ed Eolo maestri dellumanità, olio su tela, 155.6x166.4 cm, Ottawa, National Gallery of Canada
  • Passione di Cristo, 1505 circa, olio su tavola, Firenze, Palazzo Vecchio, Collezione Loeser
  • Scoperta del miele, 1505-1510 circa, olio su tavola, 80x128.5 cm, Worcester, Art Museum
  • Mito di Prometeo, 1515 circa, olio su tavola, 68x120 cm, Monaco di Baviera, Alte Pinakothek
  • Madonna col Bambino e i santi Domenico e Gerolamo, olio su tavola, 209x205.7 cm, New Haven, Yale University Art Gallery
  • Adorazione del Bambino, 1510 circa, olio su tavola, tondo, diam. 116 cm, Firenze, Musei del Bargello, Casa Martelli
  • Madonna col Bambino e angeli, olio su tavola, tondo, diam. 88 cm, collezione privata
  • Due angeli con corona e turiboli, olio su tavola, 69x182 cm, Edimburgo, National Gallery of Scotland
  • Due angeli, olio su tavola, 67x87 cm, Boston, Church of the Advent
  • Sacra Famiglia con san Giovannino e angeli, olio su tela, tondo, diam. 152 cm, San Pietroburgo, Ermitage
  • Liberazione di Andromeda, 1510-1513 circa, olio su tavola, 70x123 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Madonna col Bambino, San Giovannino e un angelo, 1500-1510 circa, olio su tavola, tondo, diam. 129 cm, San Paolo, Museo dArte
  • Immacolata Concezione e i santi Francesco, Gerolamo, Bonaventura, Bernardo, Agostino e Tommaso dAquino, 1510-1515 circa, olio su tavola, 184x178 cm, Fiesole, chiesa di San Francesco
  • Volto Santo di Lucca, olio su tavola, 160x120.5 cm, Budapest, Szépművészeti Múzeum
  • Natività con San Giovannino, olio su tavola, tondo, diam. 146 cm, Washington, National Gallery of Art
  • Costruzione di un edificio, 1515-1520 circa, olio su tavola, 82.5x199.5 cm, Sarasota, Ringling Museum of Art
  • Sacra Famiglia con san Giovannino, 1520 circa, olio su tavola, 118x186 cm, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Palazzo Loredan Cini
  • Adorazione del Bambino, olio su tavola, tondo, diam. 115 cm, Firenze, collezione privata
  • Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Tommaso, olio su tavola, 202x165 cm, Borgo San Lorenzo, santuario del Santissimo Crocifisso dei Miracoli
  • Mito di Prometeo, 1515 circa, olio su tavola, 64x116 cm, Strasburgo, Musée des Beaux-Arts
  • Due angeli, olio su tavola, 67x87 cm, Boston, Museum of Fine Arts
  • San Pietro e San Paolo, 1510 circa, olio su tavola, tondo, diam.105.5, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina
  • Madonna con il bambino con i santi Giavanni Battista, Cecilia e due angeli, olio su tavola, 1505 ca, tondo, diam 75 cm, Chicago, Art Institute of Chicago
  • Adorazione del Bambino con San Giovannino e angeli musicanti, olio su tavola, tondo, diam. 144 cm, San Pietroburgo, Ermitage
  • Adorazione del Bambino con san Giovannino e angeli musicanti, 1505, tempera su tavola, tondo, diam. 140 cm, Roma, Galleria Borghese
  • Madonna col Bambino, san Giovannino, santa Margherita e angeli, 1515-1520 circa, olio su tavola, tondo, diam. 135 cm, Tulsa, Philbrook Art Center
  • Pietà e i santi Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e Martino, olio su tavola, 190x112 cm, Perugia, Galleria nazionale dellUmbria
  • Ritratto di donna Semiramide Appiani?, 1500-1510 circa, olio su tavola, 50x37 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina
  • Disavventure di Sileno, 1505-1510 circa, olio su tavola, 76.2x126.5 cm, Cambridge Massachusetts, Fogg Art Museum
  • Madonna col Bambino e angeli, 1505-1510 circa, olio su tavola, 116x85 cm, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Palazzo Loredan Cini
  • Incarnazione di Cristo, 1505 circa, olio su tavola, 206x172 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Madonna col Bambino, San Giovannino e angeli, olio su tavola, tondo, diam. 85 cm, San Diego, Museum of Art